ALLA SCOPERTA DEL MONDO DEL BODYBOARDSCUOLA SUPERIORE PER MEDIATORI LINGUISTICI DI OSTIA
ANNO ACCADEMICO: 2008/2009
CANDIDATO: DANTI DAVIDE
RELATORE: PROF. MARCO RAVAIOLI
CORRELATORE: PROF.SSA RITA ZIZZO
DIRETTRICE: PROF.SSA C. GALATZER
“
DEDICATO A TUTTI GLI AMICI, I MIEI GENITORI E I PROFESSORI CHE SEMPRE MI HANNO SUPPORTATO. IL BODYBOARD È LA MIA GRANDE PASSIONE CHE MI HA PERMESSO DI FARE ESPERIENZE E AMICIZIE UNICHE NEL CORSO DELLA MIA VITA. UNO SPORT PULITO E VERO CHE MI HA CAMBIATO LA VITA E OGNI VOLTA CHE VADO IN MARE E’ COME SE FOSSE SEMPRE LA PRIMA”
1.INTRODUZIONE Prima di lasciarvi alla lettura del testo, vorrei fare una introduzione delle origini di questa disciplina, in modo da fare un quadro generale a chi non è a conoscenza di questo nuovo sport e per chiunque prenda in mano questo libro per la prima volta.
Anzitutto vorrei fare un ringraziamento speciale al Prof. Marco Ravaioli e la Prof.ssa Rita Zizzo per avermi suggerito la traduzione di questo testo e per l’ attenzione che mi hanno dedicato.
Altri ringraziamenti importanti per avermi spinto alla scelta di questo argomento per la tesi vanno a miei genitori che sempre mi hanno supportato ed ai miei amici con il quale condivido questa passione da anni: Thilo Francesco Sili, Jacopo Lancioni, Fabrizio Chiantini, Sandro Bordoni, Stefano Paganini, Stefano Diotallevi, Silvia Marinelli, Davide Macelloni, Marco Gentili, Genesio Ludovisi, Nils Astrologo, Manuel Giuffrida, Riccardo Ambruzzi, Toni di Bisceglie e la mia ragazza Sonia Cento.
La storia del bodyboard comincia con TOM MOREY, surfer visionario dalla incredibile creatività; Tom voleva sviluppare qualcosa che fosse accessibile a tutti, permettendo a sempre più persone di cavalcare onde come faceva lui.
Comincia la sua carriera in aeronautica dove familiarizza con i materiali plastici. Ad un certo momento abbandona tutto per intraprendere il surf business e si trasferisce nel 1971 alle Hawaii. Lì, sviluppa il primo prototipo di una tavola lunga 6 piedi ma ancora troppo fragile. In seguito si trasferì a Kailua proprio di fronte allo spot di Honols.
Il 9 giugno del 1971, realizza la prima tavola lavorando un panetto di schiuma con un semplice coltello elettrico ed un ferro da stiro. La forma era essenzialmente rettangolare, nose (naso) quadrato e rail (bordo) a 45°: nasce così il primo bodyboard, estremamente maneggevole.
La sua attività prende subito piede, anche in seguito alla creazione di una tavola per il suo vicino venduta a 10$. Dopo aver recuperato un po' di denaro si trasferisce in California del Sud alla fine del 1971. Dopo un po', a causa di problemi finanziari, decise di associarsi con la 'Gordon & Smith' al fine di continuare la sua produzione.
La prima tavola così prodotta si chiamò S.N.A.K.E. (che tradotto nella lingua italiana sta a significare “Lato Ombelico Braccia Ginocchio e spalle), in relazione alle parti del corpo in stretto contatto con la tavola; questo nome non sembrava suonare molto bene e presto Tom, appassionato di musica, chiamò la sua creazione BOOGIE. Rimaneva a questo punto un problema d'immagine: la tavola mancava infatti di stile e la lavorazione era ancora troppo grezza.
Lascia quindi le Hawaii e si trasferisce ancora in California dove torna a lavorare con la sua vecchia azienda (Wilshire Foam Society) mettendo da parte l'attività del surf. Ma un giorno, trova una pila di "pelli" di schiuma risultato di scarti di lavorazione; ecco che trova ciò che mancava : lo SLICK SKIN, la superficie liscia su cui far scivolare la tavola.
La vendita comincia subito, anche grazie ad un'inserzione su 'Surfer Magazine', ed il prezzo viene fissato a soli 37 dollari, l’ età di Tom. In seguito propone anche un kit di montaggio per 45 dollari. Associandosi con Jim Faivre, mette in piedi la 'MOREY BOOGIE' che risultò subito un'azienda molto prosperosa. In seguito però, vendettero tutto alla 'Kransco', la quale assicurò alla compagnia un successo folgorante così come lo conosciamo adesso.
Con il passare del tempo quello che era nato come un semplice divertimento comincia ad acquisire livelli tecnici sempre maggiori così come le manovre che si potevano realizzare con quell'incredibile "tavoletta", dando in seguito il via alle prime gare. Il primo campione del mondo fu l' hawaiano Daniel Kaimi che vinse nel 1982, sulle onde di Banzai Pipeline, il primo campionato mai organizzato. Nel 1990 anche le donne cominciarono a gareggiare a livello internazionale e Stephanie Pettersen fu la prima a salire sul podio.
Nel testo si trova tutto ciò che riguarda il bodyboard, dalla forma ai materiali e dalla sicurezza a tutta l’ attrezzatura necessaria per praticare al meglio questo sport spiegato e illustrato nel modo più dettagliato possibile, così che chi si trova di fronte ad un testo come questo possa avere una visione completa di questa disciplina a 360 gradi. Cavalcare un’ onda con il bodyboard può sembrare apparentemente che chi lo pratica non sia capace di andare con la tavola da surf (tavola lunga circa 1.85 metri), dato che nella maggior parte dei paesi nel mondo la tavola da surf è uno sport d’ elite sulle onde del mare, soprattutto in Italia dove fare surf con la tavola è più una moda che una passione tra i più giovani.
Fare bodyboard non è assolutamente per chi non sa andare in piedi con la tavola da surf, ma tutt’ altro, infatti con questa piccola tavola si possono eseguire una grande varietà di manovre, tutte diverse e spettacolari su ogni tipo di onda e ciò che rende questo sport unico è la sua versatilità dato che si possono cavalcare ogni tipo di onda, da quelle più tubanti di risacca sul bagnasciuga a quelle più piccole come nei nostri mari.
Dopo questa breve introduzione sulla storia e gli sviluppi del bodyboard dalle sue origini vi lascio alla lettura di questo testo tutto da scoprire, unico nel suo genere.
1.Materiali delle tavoleI materiali giocano un ruolo importante nel rendimento della tavola e delle tue prestazioni. Sfortunatamente, c’è molta confusione sul tipo di materiali utilizzati nella produzione delle tavole. I produttori di plastiche etichettano i loro prodotti con denominazioni commerciali, spesso ribattezzate dai fabbricanti di bodyboard in cerca di nomi “accattivanti”. Questo articolo esamina alcuni dei più comuni materiali impiegati, le loro proprietà e gli effetti sulle prestazioni.
Dove i materiali sono conosciuti con la loro denominazione commerciale (Surlyn, Arcel, Ethafom etc..), ho provato a dare loro nome scientifico e ad indicarne il produttore.
La densità di questi materiali è molto importante in quanto ci indica la galleggiabilità di un materiale. Qui ho elencato due valori – PCF e Peso Specifico. PCF sta per 0,45 Kg per 929 cm. Il peso specifico è la densità del materiale in rapporto al peso dell’acqua. In entrambi i casi più il valore è ridotto, più il materiale galleggerà. L’acqua ha un Peso Specifico di 1 ed un valore di 62.4 PCF
Anime, rivestimento e bordi
Dow
Nome scientifico: Polietilene
Densità: PCF 2.2, peso specifico 0.0352
Nonostante per 20 anni siano stati utilizzati diversi materiali per produrre bodyboard, il polietilene rimane quello più utilizzato per la maggior parte dei bodyboard di bassa-media qualità grazie alla sua solida composizione, resistenza all’acqua e peso. E’ compatto, può avere densità diverse, ha una buona progettazione e assicura nel complesso un buon rendimento. Viene anche utilizzato come anima del bodyboard come materiale di rivestimento nonché sui bordi anche utilizzato nel rivestimento e sui bordi della maggior parte delle tavole.
L’acqua calda può a volte causare un’eccessiva flessibilità della tavola e causare con il tempo pieghe e deformazioni. L’acqua fredda è meglio per questo tipo di materiale in quanto tende ad irrigidirsi. Sebbene non sia rigido come altri materiali, il polietilene è tutt’oggi ancora il materiale più utilizzato quando viene rinforzato con elementi quali reti o assi (di carbonio).
ArcelNome scientifico: Polietilene espanso
Produttore: Nova Chemicals
L’Arcel è un mix di Polietilene e di Polistirene. Sviluppato per i bodyboard nella metà degli anni ’80, questo materiale è una leggera e forte schiuma utilizzata per le anime dei bodyboard. E’ una schiuma dura, flessibile e di maggiore durata, più forte e resistente all’acqua del polietilene. L’Arcel mantiene la sua rigidità anche in acque più calde ma ha la tendenza a far comparire delle rientranze.
PolietileneIl polietilene è un polimero costituito da lunghe catene del monomero etilene (chiamato etene). Il nome scientifico proposto, polietilene, deriva dal nome scientifico del monomero. In alcune circostanze è utile usare una nomenclatura basata sul tipo di struttura. In casi simili la UICPA (Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata) raccomanda poli(metilene). La differenza è dovuta all’apertura del doppio legame del monomero sulla polimerizzazione.
Nell’industria dei polimeri il nome è a volte abbreviato in PE e in una maniera simile a questa altri polimeri come il polipropilene e il polistirene sono rispettivamente abbreviati in PP e PS. Nel Regno Unito il polimero è comunemente chiamato politene, nonostante questo non sia riconosciuto scientificamente.
La molecola di tene (conosciuta comunemente come etilene) C2H4 è CH2=CH2, due CH2 gruppi collegati da un doppio legame, in questo modo:

Polietilene contiene gli elementi chimici del carbonio e dell’idrogeno.
Il Polietilene è creato attraverso la polimerizzazione dell’etene. Può essere prodotto attraverso una polimerizzazione radicale, per somma di anioni, polimerizzazione di coordinazione di ioni o polimerizzazione di somma di cationi. Questo perché l’etene non ha gruppi sostituenti che influenzino la stabilità di propagazione del polimero. Ognuno di questi metodi risulta in un genere diverso di polietilene.
Polipropilene (PP)Il polipropilene è leggero, altamente reattivo, forte, elastico ed ha un’anima in schiuma formata da celle impermeabili. Rimane rigido in acqua calda, dando un buono slancio quando si eseguono manovre sulla parete dell’onda e ha una migliore reazione alla memoria-flessibile di altre anime. Il Polipropilene è molto più resistente del polietilene, avendo la metà del peso. Inizialmente, l’alta temperatura della laminazione rende difficile fare un lavoro di finitura per le superfici del rivestimento e la parte liscia senza collanti. Sembra che le nuove tecniche di laminazione abbiano corretto questo problema.
Il polipropilene può essere di due tipi diversi. Il polipro espanso che viene estratto che viene estratto è fatto da trecce di polipropilene ed offre una dinamica e durabilità nella tavola molto buona. Il polipro perlinato è un’ulteriore evoluzione ed è estremamente leggero, durevole, resistente all’acqua, ed inevitabilmente, più costoso, ma vale quello che costa.
E’ risaputo che il polipropilene è il materiale più usato per realizzare le anime dei bodyboard. Il Polipropilene è più leggero, da più velocità ed è più resistente all’acqua di ogni altro materiale per anime di bodyboard. Sta rapidamente sostituendo l’Arcel e il Dow come top di gamma. Come ogni altra anima tuttavia, è totalmente resistente alle pieghe ed è la più costosa di tutte le anime per bodyboard.
EthafoamNome scientifico: Polietilene
Produttore: Dow
Densità: PCF 2.5, Peso Specifico 0.04
L’ethafoam è una schiuma di polietilene dura, elastica, di media densità, compatta costituita da celle di ottima qualità.
Zote FoamNome scientifico: Schiuma di polietilene a maglie incrociate
Densità: PCF 2.8, Peso Specifico 0.045
La Zote foam è una schiuma di polietilene costituita da celle chiuse a maglie incrociate. E’ dura, flessibile ed elastica. E’ anche resistente all’acqua ed ha una buona stabilità. La Zote foam è conosciuta anche come schiuma di polietilene reticolato a struttura cellulare.
SealtekNome scientifico: Polietilene non costituito da maglie incrociate
Densità: PCF 8, Peso Specifico 0.128
Il Sealtek offre un eccellente rapporto di scorrimento-presa sull’acqua. E’ a volte utilizzato come materiale di rivestimento.
SoftlonNome scientifico: Polietilene a maglie incrociate
Produttore: Sekisui Chemical Co., Ltd
Densità: PCF 2.06, Peso Specifico 0.033
Il Softlon è un polietilene radiale a maglie incrociate, costituito da una schiuma di celle compatte con un’eccellente resilienza e flessibilità, ha un basso assorbimento d’acqua, un’eccellente resistenza chimica e buone proprietà di resistenza ai raggi ultravioletti. La schiuma è azoto espanso. Il Softlon è solitamente usato per il deck (rivestimento) e i rails (bordi).
Schiuma a maglie incrociateLe schiume a maglie incrociate sono schiume con celle molto compatte. Queste schiume sono caratterizzate dalla loro compattezza, risultano più compatte e resistenti all’acqua. Queste sono schiume molto durevoli per il deck e i rails ma sono solitamente più costose delle schiume commerciali in polietilene.
HCL (SMD)Nome completo: Schiuma dura a maglie incrociate
La HCL (SMD) è una schiuma a maglie incrociate di maggiore compattezza. Questo materiale è superleggero e resistente.
Le HCL (SMD) legano con l’anima interna per ottenere la massima resistenza e la minore laminazione. L’HCL è potenzialmente resistente all’ acqua.
MajikoreNome scientifico: Polipropilene
La versione di bodyboard ELEMENOPHEE® (famoso marchio di bodyboard australiano) in polipropilene, è fatta da un unico livello compattato su entrambi i lati dell’anima per rinforzarla.
PVANome scientifico: Polivinile acetato
PVA è una schiuma a maglie incrociate con buone proprietà di memoria e resistenza all’acqua.
Slicks (parte liscia a contatto con l’acqua)
SurlynNome scientifico: Ionomero (polimero)
Produttore: Dupont
Densità: PCF 58.7-60.5, Peso Specifico 0.94–0.97
Il Surlyn è leggero, flessibile ed offre una buona affidabilità. Ha un buon impatto sulle onde e resistenza alle abrasioni. E’ considerato dalle industrie uno dei migliori materiali per la velocità e la progettazione. Il Surlyn è utilizzato anche come copertura nelle palline da golf, giocattoli da masticare per cani, birilli e caschi da hockey.
Kraylon Il più recente materiale messo a punto per realizzare lo slick, è più spesso e leggermente più durevole del Surlyn. E’ anche estremamente leggero rigido. Alcuni produttori sostengono che possa migliorare.
PADNome scientifico: Polietilene ad alta densità
Densità: PCF 59.9-60.5, Peso Specifico 0.94–0.96
PAD assomiglia e sembra molto simile al Surlyn, ma è più morbido e meno durevole come materiale per il fondo della tavola che da un ottimo rendimento e tiene bassi i prezzi per le tavole. Dà il meglio quando è combinato con anime più rigide, o anime con asse.
ABSNome Scientifico: Acrilonitrile-butadiene-stirene
Plastica forte e resistente alle pieghe e spacchi utilizzate ampiamente per gli slick.
CARATTERISTICHE STRUTTURALI
Raised Elbow pads= cuscinetto poggia-gomiti
Deck= rivestimento
Mesh= celle a nido d’ape
Slick= parte liscia a contatto con acqua
Mesh (Celle a nido d’ape)
Le celle di plastica a nido d’ape possono essere inserite tra l’anima e la parte superiore del rivestimento della tavola o due livelli di celle a nido d’ape possono essere inserite tra l’anima e la parte superiore del rivestimento della tavola e anche tra l’anima e il rivestimento della parte inferiore della tavola. Le celle a nido d’ape aggiungono forza, durabilità e a differenza degli assi (in carbonio), danno flessibilità a tutta la tavola e non solo in una parte.
Stringers (Assi in carbonio)
Questi sono leggerissimi assi in fibra di carbonio inseriti nell’anima del bodyboard. Questi forniscono alla tavola resistenza, durabilità e flessibilità senza appesantirla. Le tavole usate dai surfisti in andatura prona hanno solitamente un solo asse. Le tavole usate dai surfisti in andatura dropknee invece hanno solitamente due assi per evitare distorsioni e deformazioni a danno della tavola.
2. Terminologia della tavolaQuali sono i vari fattori che determinano il rendimento della tua tavola?
Sono qui elencate le caratteristiche principali della progettazione con le descrizioni degli effetti che hanno esse sulle prestazioni della tavola. E’ bene fare attenzione a questi fattori quando si acquista una tavola.

Larghezza del nose (naso) della tavola
La larghezza del naso gioca un ruolo importante nello spostamento d’acqua, velocità e manovrabilità. Un naso più stretto crea una linea sulla parete dell’onda da rendere più veloce la tavola mentre un naso più largo è più adatto per un surf prono, consentendoti di metterti più in avanti sulla tavola per equilibrarti mentre un naso più stretto è più adatto per chi fa surf in ginocchio quando il tuo peso è distribuito più indietro.
Distanza tra nose e il punto di massima larghezza
Punto di massima larghezza
Avere queste misure corrette, è essenziale per la presa del bodyboard da bordo a bordo sulla parete dell’onda. Idealmente, il punto di massima larghezza dovrebbe risultare appena dietro i tuoi gomiti in modo che l’acqua venga dispersa dietro il punto in dove stai per iniziare a fare la manovra; gomiti, braccia, mani e testa. Avere il tuo punto di massima larghezza di fronte ai tuoi gomiti favorirà l’immersione del naso con spruzzi, nascondendo la tua vista.
Larghezza della tail (coda)La giusta larghezza della coda è importante per assicurare la stabilità della tavola. Una coda larga fornisce più velocità e slancio mentre una coda più stretta fornisce più manovrabilità e una migliore tenuta nel tubo.
LunghezzaPiù è alto il bodyboarder, più lunga dovrebbe essere la tavola. Idealmente la tavola, quando sta messa per dritto, dovrebbe arrivare circa all’altezza del tuo ombelico. Se di solito fai surf su onde più piccole, la tavola dovrebbe essere un po’ più lunga mentre se fai surf su onde più grandi la tavola dovrebbe essere più corta. Tavole più lunghe con più galleggiabilità tendono a soddisfare bodyboarder più pesanti dato che essi non possono fare manovre allo stesso modo come con tavole più strette.
Angolo presa del nose (naso)L’angolo presa del naso del bodyboard è il rilievo nell’angolo sulla parte inferiore della tavola che inizia a circa un terzo della lunghezza a partire dal naso. L’angolo presa del naso influisce nel controllo della manovrabilità e della velocità sulla tavola. Un angolo presa basso permette alla tavola di muoversi attraverso l’acqua con la minima resistenza dando una maggiore velocità sull’acqua. Un angolo presa alto crea una maggiore resistenza ma fornisce più risposta a rotazioni e libera uno spazio maggiore sulla tavola per fare manovre come ad esempio lo spinning (rotazione di trecentosessanta gradi sulla parete dell’onda).
Angolo del tail (coda)Più grande è l’ampiezza della coda, più la tavola andrà lenta. L’ampiezza della coda rallenta il flusso d’acqua lungo i bordi e sulla superficie del fondo della tavola (parte a contatto con l’acqua) rallentando la tavola. Code più ampie fanno si che l’angolo della tavola sia meno incisivo sulla parete dell’onda, dando la possibilità di eseguire manovre di rotazione come lo spin più velocemente.
Configurazione dei rails (bordi)La numerazione in gradi dei bordi si riferisce alla percentuale del bordo a contatto e non a contatto con la superficie dell’acqua. Un rail 60/40 quindi ha il 60% del bordo sul fondo della tavola e il 40% sulla superficie mentre un rail 50/50 ha una percentuale equivalente sul fondo e sulla superficie. Un rail 60/40 da come risultato un miglior controllo dell’angolo per i cambiamenti di direzione sulla parete dell’onda mentre i rail 50/50 rendono le manovre più facili per una migliore risposta a curve decise.
Fondo della tavolaLa progettazione del fondo della tavola può avere un effetto decisivo sulla prestazione della tavola. Disegni progettuali diversi hanno come risultato la capacità di un maggiore controllo sull’onda della tavola, di velocità e manovrabilità della tavola stessa.
Guida alla scelta della lunghezza della tavola
Questa è una semplice guida di riferimento per orientarsi nella scelta della tavola in relazione al tuo peso e alla tua altezza. Ricorda che queste misure sono un suggerimento e non una guida definitiva.
TABELLA-GUIDA ALLA SCELTA DELLA TAVOLA
3.Misura della tavola e prestazioniLe dimensioni della tavola sono date dalla sua larghezza e dalla lunghezza e dallo spessore della tavola stessa. La sagoma è la forma della tavola, solitamente indipendente dalle dimensioni della tavola.
Tuttavia, si possono operare delle modifiche su altre parti della tavola a seconda delle esigenze.
Le dimensioni della tavola sono idealmente quelle di un blocco di schiuma caratterizzata da 3 dimensioni proporzionate quali: lunghezza, larghezza e spessore.
Misura ottimaleOnde, esperienza e abilità del bodyboarder, sono caratteristiche che influiscono tutte nella misura ideale della tavola. Se guardi la tabella relativa ad altezza/peso/lunghezza della tavola noterai che la lunghezza di ogni tavola è diversa a seconda del rider). In tutti i casi queste misure sono solo indicative. Non c’è infatti una tavola di una misura perfetta per un certo rider ma una gamma di tavole diverse che essi possono utilizzare. E in questa gamma si ritrovano da altri fattori quali –misura, tipo di onde e l’abilità del rider.
La misura del bodyboard influisce sia sul controllo che un rider ha sulla tavola che sulla velocità della tavola stessa. Da qui in avanti, quando si parla di tavole “più piccole” o “più grandi” si fa riferimento alla misura media della tavola per un qualsiasi rider.
Tavole più piccole = maggiore controlloAd una tavola più piccola corrisponde una minore galleggiabilità – conseguenza diretta di una minore quantità di schiuma nella tavola. In questo modo, è richiesta una pressione minore sul bordo nella parete dell’onda e per ottenere cambiamenti di direzione. Curve decise e strette sono più facili da fare ed il controllo della tavola viene migliorato. La sagoma più piccola permette al rider di muoversi più facilmente da un bordo all’altro. Rotazioni nel tubo e virate veloci sulla parete dell’onda per manovre aeree vengono così eseguite più facilmente.
Ad un maggior controllo corrisponde una maggiore sensibilità. Le linee della tavola sono più vicine tra loro. Anche se il naso si immerge, le conseguenze sono di minore rilevanza rispetto ad una tavola più grande.
C’è una minore zona cuscinetto quando si plana da manovre aeree. Con queste tavole gli errori sono più frequenti.
Tavole più grandi = più velocitàUna tavola più larga fornirà una maggiore galleggiabilità. La tavola planerà più facilmente sulla superficie dell’acqua, prenderà più velocità dove l’onda ha una minore spinta e con onde più piccole.
Il controllo è più difficoltoso con tavole più grandi. Allo stesso modo la velocità viene persa con una tavola più piccola. Per onde più grandi e potenti, una tavola più piccola non sarà molto più lenta di una tavola più grande. Generalmente, i rider che possono permettersi di rischiare una minore stabilità hanno tavole per onde potenti e per la posizione prona. La tavola dunque sarà un po’ più grande di una normale tavola e si rivelerà più veloce all’occorrenza. La tavola per onde potenti sarà un po’ più piccola e offrirà ai rider un maggior controllo.
PesoCon tavole più leggere sarà più facile lanciarsi su ogni tipo d’onda ed eseguire rotazioni. Tavole più pesanti hanno maggiore stabilità e controllo; è inoltre possibile fare tubi profondi e realizzare curve potenti attraverso curve potenti ed incisive in modo più efficace.
Generalmente, ci sono due opzioni – polietilene + asse o poli-pro + asse. Il poli-pro è un materiale molto più leggero del polietilene. Ci sono praticanti che si trovano meglio con tavole solide e pesanti. Altri preferiscono tavole dal peso leggero che forniscono più controllo sulla tavola quando si eseguono manovre aeree.
SpessoreMaggior spessore equivale ad aumentata galleggiabilità, resistenza e minor flessione. La galleggiabilità ridurrà il controllo ed aumenterà la velocità. Una tavola più fina è più leggera, più facile da immergere nell’acqua e da controllare, più flessibile e meno durevole.
Un altro aspetto delle tavole spesse è la presa. Con una tavola più spessa la presa è migliore.
Scegliere la tavolaNella scelta di una tavola bisogna essere realistici, avendo chiaro in mente il tipo di onda su cui si pensa di utilizzarla.
4. Scelta della misura della tavolaFatti consigliare da un esperto, e se pensi che anche loro non ne sappiano nulla, questo resta comunque la sola cosa da fare.
Per la lunghezza della tavola –appoggia il bodyboard sulla sua coda: la giusta lunghezza della tavola dovrebbe essere circa all’altezza del tuo ombelico. Questa è la misura normale per la tavola. Rider più esperti tenderanno a fare bodyboard con tavole più piccole per ottenere il miglior controllo possibile.
Questi rider hanno anche le capacità di ottenere il massimo in termini di velocità sia dall’onda che dalla tavola. Se le onde dove solitamente fai bodyboard sono piccole, prova una tavola leggermente più grande per una velocità maggiore. Se hai una corporatura piccola scegli una tavola più corta, se sei pesante per la tua altezza vai con una tavola più grande.
Questo dovrebbe andare a tutto vantaggio della galleggiabilità. Come per la larghezza -questa è solitamente in rapporto alla lunghezza e normalmente non ha bisogno di essere controllata. Se riesci a portare la tavola sotto braccio, la tavola è della giusta larghezza.
Se vuoi essere certamente sicuro…Prova per fare bodyboard alcune tavole di misure diverse di tuoi amici e vedi quale è la migliore. Controlla se ci sono problemi in rotazioni, difficoltà nell’eseguire curve o altro che potrebbero essere causati dalle dimensioni eccessive della tavola. Se non riesci a prendere velocità su onde piccole e senti che ti stai rallentando molto, la tavola è, molto probabilmente, troppo piccola.
5.Mettere la paraffina sulla tavola Perché mettere la paraffina sulla tavola?
Una buona presa sulla tavola è di fondamentale importanza per un buon surf. Mettere la paraffina sul bodyboard, ti consente di avere una posizione ferma sulla tavola affinché possa completare le manovre. Indipendentemente se vai più in dropknee o prono determina quale modo di mettere la paraffina è migliore per te.
Quale paraffina?Da quando i bodyboard hanno una superficie più morbida delle tavole da surf, è consigliabile usare una paraffina realizzata esclusivamente per bodyboard. Questa è una paraffina più morbida che può essere applicata più facilmente sulla superficie più morbida del bodyboard. Se dovesse risultare impossibile trovare una paraffina apposta per bodyboard, prova a cercare una paraffina adatta ad una temperatura d’acqua fredda. Questa si fisserà più facilmente.
Per chi surfa prono - Per chi surfa in Dropknee
Fare bodyboard in andatura prone (prona)Quando si va proni sull’onda è necessario mettere molta paraffina sulla zona che parte nel punto in cui si poggiano i gomiti fino a dove metti le mani. La paraffina fa aderire meglio il tuo braccio alla tavola e ti permette di eseguire con successo le manovre. Dovresti anche mettere un po’ di paraffina al centro del bodyboard. Questa ti darà un po’ di presa sulla tavola anche mentre fai scorrere la tavola su e giù. Questo significa che tu puoi anche posizionare facilmente il peso del tuo corpo per eseguire diverse manovre.
Andatura Dropknee Per andare in dropknee devi mettere la paraffina dove poggi il tuo piede frontale e anche dove metti il tuo stinco. Mettere molta paraffina in entrambe le zone ti farà rimanere attaccato alla tavola, un grande vantaggio nell’eseguire qualsiasi manovra in dropknee e nel fare dropknee in generale.
Rimuovere la paraffinaDopo aver usato per un periodo la stessa paraffina, finirai per ritrovarti con uno strato di vecchia e sporca paraffina sulla tua tavola. A questo punto ci sono un paio di tecniche che possono essere usate per rimuovere la paraffina.
C’è chi preferisce usare acqua calda sulla tavola per poi strofinarla con uno straccio. Forse è meglio assicurarsi che l’acqua non sia troppo calda.
Altre persone preferiscono prendere un asciugacapelli e usarlo al posto dell’acqua calda per togliere la paraffina, ancora una volta strofinando la paraffina riscaldata con un panno. E’ previdente prendere alcune attenzioni con il calore usando questo metodo allo stesso modo.
6.Mantenimento della tavolaFare attenzione alla tua tavola in modo appropriato garantirà la sua durata e il suo rendimento. Avendo speso una grossa somma per una tavola vale la pena prendersi cinque minuti e seguire alcune regole per assicurarsi di avere il meglio dal tuo bodyboard.
• Tieni sempre il tuo bodyboard in una zona ventilata al fresco.
• Il sole diretto e il calore sono un problema per la tavola. Il sole riscalda le piccole cavità d’aria tra il rivestimento della superficie e l’anima causando un’espansione dell’aria fino ad arrivare a formare bolle e delaminazioni. Il calore può anche causare una dilatazione della schiuma mentre il rivestimento non subisce alcuna trasformazione facendo sí che la tavola assuma la forma di un asse ricurvo. Può anche causare al rivestimento del tuo bodyboard bolle e de laminazioni. Dunque la cosa migliore è tenere il tuo bodyboard lontano dal sole quando non lo usi e quando è all’esterno, prova a metterlo in una leggera sacca colorata in modo che rifletta la maggior parte del calore.
• Quando non usi la tua tavola è buona norma posizionarla su di un bordo per ridurre i punti di pressione come ad esempio gli angoli della coda i quali sono sensibili a flessioni.
• Il sale ha un effetto deleterio sulla maggior parte dei materiali includendo quelli utilizzati nella tua tavola. Può rendere la schiuma dura e fragile. E’ importante quindi sciacquare bene la tua tavola con acqua corrente dopo ogni uso.
• Sii sicuro di non poggiare mai la tua tavola sopra oggetti appuntiti. I bodyboard si danneggiano facilmente ed entrambi sia la schiuma che lo slick possono essere facilmente perforabili.
• Il calore è il peggior nemico della tua tavola. Non lasciare la tua tavola sulla sabbia calda, diretta alla luce del sole o di fronte ad un termosifone. Il calore estremo può causare un asse ricurvo inverso in poco tempo come cinque minuti. L’asse ricurvo è quando la tavola si piega nel verso opposto e si suppone questo perché la schiuma del deck si espande più velocemente di quella dello slick, facendola incurvare.
• Non lasciare mai la tua tavola in una macchina bollente dato che la temperatura può arrivare oltre i 100°C. Se la devi lasciare in macchina, mettila in una sacca da bodyboard o coprila con un asciugamano.
• Risciacqua sempre la tua tavola dopo averla usata con acqua corrente. Il sale danneggerà la tavola con il passare del tempo.
• Non piegare eccessivamente la tua tavola, dato che questo non solo creerà pieghe sulla superficie, ma causerà anche la rottura delle celle dell’anima, indebolendo la tavola.
• Non usare il bodyboard come uno skimboard.
7.Pinnette.Salvapinnette.Guanti palmatiPinnetteLe pinnette sono una delle cose più importanti che un bodyboarder deve avere nel suo arsenale. Un buon paio di pinnette può fare la differenza tra una sessione divertente o una sessione irritante e dolente.
Se un paio di pinnette sono troppo larghe ti daranno meno spinta, causeranno ferite ai piedi dovute all’eccessivo movimento del piede all’interno della pinnetta e possono levarsi facilmente se colpite da un’onda. Se le pinnette sono troppo strette possono causare vesciche e anche crampi in seguito allo sfregamento della pinnetta.
Ricorda che le pinnette con lamine più rigide e di maggiori dimensioni sarà più difficile pinneggiare in acqua ma ti daranno una spinta maggiore.
Consapevoli di questo, è molto importante comprare le pinnette dell’esatta misura. Non ti sentire obbligato a comprare per forza una marca di pinnette se non c’è una misura di quella marca che si adatta al tuo piede. Alcune marche hanno solo una serie di misure (piccola, media, grande, molto grande) ed è impossibile avere una misura del piede che coincida con le misure proposte. In questo caso prova altre marche. Ovviamente se i tuoi piedi stanno ancora crescendo sarebbe ideale comprare pinnette un po’ più larghe di quelle di cui avresti bisogno ora. Puoi usare anche calzini per pinnette in neoprene in modo da adattare il tuo piede alla giusta misura.
Un’altra ma meno importante questione, è la forma della pinnetta. Le pinnette da Bodyboard sono entrambe fatte con una forma diversa o in una forma molto simile ad altre pinnette sul mercato. Sembra che il progetto attuale abbia ben poco a che fare con le prestazioni della pinnetta ed è più difficile distinguere una marca da un'altra.
Il tuo modo di fare surf, sia prono che in dropknee o entrambi, può imporre la forma delle pinnette che tu dovresti indossare. I bodyboarder proni possono essere meno interessati alla forma della pinnetta, ma di più alla spinta che esse forniscono. I bodyboarder che vanno in dropknee, dovrebbero invece fare più attenzione alla forma e alla lunghezza della pinnetta. Idealmente una pinnetta per dropknee dovrebbe avere una lamina più corta e più larga in modo da poter mettere il piede sul naso del bodyboard con maggiore facilità senza toccare la parete dell’onda. Alcuni rider che vanno in dropknee tagliano gli angoli delle pinnette per ridurre l’attrito di queste sulla parete dell’ onda.
Laccetti salva-pinnette Dopo avere speso 50 dollari per un paio di pinnette è giusto investire in un paio di laccetti per pinne. Questi laccetti salva-pinnette normalmente vengono allacciati intorno alla parte posteriore della pinnetta e il velcro (tessuto elastico molto resistente) intorno alla caviglia evitando così di perdere la pinnetta se viene colpita da un’onda. Ci sono anche diversi tipi di lacci per le scarpe che vengono legati intorno a caviglie e pinnette. Entrambi i tipi sono un piccolo investimento per evitare di ricomprare un paio di pinnette nuove, una spesa che vale sicuramente la pena di fare.
Prima di procedere all’acquisto, controlla bene quanto è spesso il materiale della parte posteriore della pinnetta che sta intorno al piede. Se questo materiale è troppo fino, può a volte strapparsi direttamente sulla parte di gomma posteriore che sta intorno al piede e causare non solo la possibile perdita della pinnetta, ma rendere la pinnetta stessa inutilizzabile anche dopo averla recuperata. Detto questo, un buon numero di bodyboarder professionisti sceglie di usare come salva-pinnette lacci per le scarpe. Il motivo di questa scelta è il minor peso e fastidio.
Guanti palmatiI guanti palmati vengono usati quando hai bisogno di quel po’ di spinta in più e di velocità. I guanti palmati sono usati in particolare quando fai surf in piedi con il bodyboard o se stai imparando a fare dropknee e troverai più facile immergere una o entrambe le pinnette. Sono anche comodi per quelle lunghe uscite in mare con grandi mareggiate quando le gambe cominciano ad avvertire i primi crampi e le braccia devono fare il doppio del lavoro.