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by Luca Onorato (Centro Funzionale Meteo Idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria -CFMI-PC di ARPAL) Ritorno dai Balcani sul Golfo Ligure: levento del settembre 2005, come precursore degli episodi invernali...
1. Parte Introduzione La geografia gioca un ruolo di primaria importanza nel condizionare la circolazione a grande scala in particolare nellarea Mediterranea, che ci appare come un enorme catino circondato da una prevalenza di terre emerse con rilievi più o meno importanti quali ad esempio le Alpi, i Pirenei, lAtlante,lAppennino, i balcani, ecc...
Tali catene montuose spesso fanno da spartiacque tra masse daria significative e di diversa origine: spesso quella più fredda dorigine continentale (proveniente dallEuropa Orientale) viene a trovarsi contrapposta ad un flusso Sud-occidentale dorigine subtropicale che è in grado di pescare masse daria dal Nord-Africa, subendo un processo dumidificazione nel cuore del Mare Nostrum. Basti pensare che il Mediterraneo occidentale (bacino che si estende in longitudine dalla Spagna alle coste tirreniche e in latitudine dal Golfo del Leone fino al Maghreb) presenta un superficie di ben 820.000 km2 ed è circondato da una serie di catene montuose di un certo rilievo, quali i Pirenei, il Massiccio Centrale, le Alpi, gli Appennini e più a Sud lAtlante (oltre a essere caratterizzato da una serie disole con rilievi significativi). Il tempo nellarea mediterranea risulta molto influenzato dalle modificazioni e dalle deviazioni che le masse daria provenienti dallatlantico subiscono, entrando in contatto con unorografia complessa della fascia costiera del bacino (con unaltezza media significativa di circa 2000 m). Le masse daria tendono così a seguire vie preferenziali indotte dallorografia (valli, catene montuose, coste alte ecc) aggirando gli ostacoli o assecondando un percorso più naturale. Ritorno continentale dai quadranti orientali sul Nord-Ovest Italiano (fig. 2) In particolari condizioni sinottiche caratterizzate: · da una graduale rimonta del campo anticiclonico sulla Penisola Iberica; · da una circolazione depressionaria stazionaria sui versanti Tirrenici; · da un promontorio sullEuropa centro-orientale che ostacola il movimento verso Levante della circolazione tirrenica sopra citata; · da un conseguente elevato gradiente barico a cavallo delle regioni alpine e balcaniche; tende ad instaurarsi un significativo gradiente barico, associato ad un regime di Maestrale e Tramontana sui settori occidentali del Mediterraneo (ed in particolare sul golfo del Leone). Sulle regioni adriatiche e la Pianura padana invece sinnesca un regime più continentale di origine balcanica (dal 2° e 3° quadrante , come indicato dalle frecce blu), che converge con una risalita daria relativamente più umida attraverso lAdriatico centro-settentrionale (come indicato dalle frecce arancio). 

In mancanza di nuvolosità, il raffreddamento del suolo innevato tende a produrre, nei primi 2000-3000 m, importanti strati daria fredda (nelle ore notturne) in assottigliamento ed espansione verso occidente lungo il bordo meridionale dellanticiclone. Queste masse daria sono associate ad un tempo molto rigido e freddo anche alle latitudini mediterranee. Tale configurazione (vedi figura 4 e 6) può causare un tempo moderatamente perturbato sulle regioni adriatiche ed i versanti padani delle Alpi occidentali, sul basso Piemonte e lAppennino Ligure (figura 5): inoltre presenta unevoluzione poco dinamica (persistenza della fase di maltempo per almeno 36 72h), associata a venti di caduta dagli Appennini verso il mare, con vistosi fenomeni di turbolenza in prossimità dei versanti marittimi. 
Linterazione tra regime da Est Nord-Est e lorografia appenninica (levento del 20 settembre 2005) 
Questo regime risulta associato ad una circolazione in quota quasi stazionaria sulle regioni tirreniche (cutoff), che in precendenza si era formata sul Nord-Ovest italiano; ecco che assistiamo in Liguria ad un tempo a tratti ventoso e chiuso, almeno nelle prime 36-48 ore, accompagnato da nuvolosità diffusa ed occasionali precipitazioni (in particolare sui rilievi e i versanti padani) che nel periodo più freddo possono trasformarsi in insidiose bufere di neve in grado di raggiungere quote relativamente basse. 
La presente configurazione tende a differenziarsi da un flusso più secco e chiaro da Nord (spesso caratterizzato da vistosi episodi di Foehn sul Piemonte, e venti forti da N, NW in particolare tra il Savovese e Capo Mele). Ecco alcune caratteristiche legate al ritorno dal I quadrante (dalla mesoscala alla scala locale): · gradiente significativo (circa 6-7 hPa in 100 km) da Est tra ai bassi livelli (tra 1000-850 hPa), ben esteso dallappennino ai Balcani; · Probabili episodi di Bora sul Nord adriatico; · presenza di un minimo al suolo (attorno 1000 hPa) quasi stazionario e in fase di lento colmamento sul Tirreno Centro-meridionale, che risulta associato a tempo perturbato su gran parte della Penisola; · formazione su scala locale di deboli circolazioni orografiche sottovento allAppennino (fig. 7). 
Nuvolosità: A ridosso del Golfo Ligure segnaliamo: · nuvolosità medio alta (altocumuli, altostrati, ecc) anche consistente nelle prime 36/48h dellevento; · nuvolosità di cresta in prevalenza stratiforme, con locali buchi orografici sui versanti marittimi sottovento ai rilievi (fig 1 e Fig.5); · presenza di un evidente muro di Grecale lungo le creste (fig.8); · prevalenza di effetti locali (di micrometereologia) sottovento al flusso (zone dombra anemometriche) · deviazioni locali e variazioni della direzione del flusso anche significative (oltre 90° rispetto al vento geostrofico) e linnesco di rotori anche violenti (pericolosi per il volo a vela). 
* Il Bolam è un modello ad area limitata, i cui run sono resi possibili grazie alla collaborazione tra l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR) di Bologna, il Dipartimento di Fisica dell'Università di Genova (DIFI) e il Centro Meteo-Idrologico della Regione Liguria (ARPAL-CMIRL). E disponibile in due versioni al sito: http://www.meteoliguria.it/map/bolam/bolamit.htm Credits - Luca Onorato Rivista Ligure di Meteorologia n° 19 anno VI http://www.nimbus.it/liguria/rlm25/copertina.html CLIMATOLOGIA |