C’è chi porta una scheda Power Balance sotto l’orologio «per avere un beneficio continuo», chi ne mette una per scarpa e una nel cardiofrequenzimentro (mentre corre), o tre nel letto (mentre dorme). C’è chi dà dell’imbecille a chi fa tutto ciò. Ma la moda dilaga e il web trabocca di video dedicati al
«braccialetto dell’equilibrio»: per lo più ragazzi che camminano con un piede alzato mentre qualcuno cerca di farli cadere. Quelli con il braccialetto restano in piedi, gli altri tutti giù per terra. Sembra una comica, ma è l’esperimento suggerito dai produttori per provare l’efficacia del marchingegno. I filmati sono già centinaia. Uno, divertentissimo, dimostra che, in possesso dell’incredibile strisciolina di silicone con ologramma si diventa ottimi suonatori di fisarmonica.
Sarà vero?Sul
Power Balance il bipolarismo è assoluto. Nessuna corrente, nessun distinguo. O è un miracolo, oppure una bufala, senza sfumature. «Io l’ho provato facendo slacklining (equilibrismo su una fune) e vi assicuro che la differenza è enorme» (Andrea Mattarelli). «È una cianfrusaglia qualsiasi, al massimo c’è un effetto placebo» (Martina Rossotti). «Comprato e provato! Funziona soprattutto sotto sforzo, in bicicletta» (Marco Manni). «È una bufala cosmica, senza nessun valore scientifico». (Renato Dirosa)
Intanto, il
Power Balance, che, secondo la pubblicità, migliora le prestazioni sportive, riduce lo stress e fa passare persino il mal di mare, è diventato un must-have per fuoriclasse e gente comune. Carino, sembra un orologio, in varie colorazioni e misure, ma al posto del quadrante c’è un misterioso ologramma, la chiave di tutto. Somiglia a uno dei tanti braccialetti portati in nome di cause più o meno nobili, ma si può avere anche sotto forma di scheda o di collana. Sul sito
www.powerbalance.net parlano di «erformance technology» e spiegano che negli ologrammi in mylar sono inserite «frequenze capaci di interagire con il campo energetico del corpo» stabilizzandone gli scompensi. Risultato: più flessibilità, più energia, più equilibrio. Che sia tutto marketing? Lanciato dal passaparola, il mirabolante oggetto è stato avvistato al polso di calciatori come
Cristiano Ronaldo ed Ezequiel Lavezzi del Napoli (ma a lui tanto equilibrio non ha portato, è caduto durante un paio di partite), di campioni della Formula Uno come Rubens Barrichello e Giancarlo Fisichella, di un asso del basket del calibro di
Michele Maggiori (Virus Bologna), del ciclista
Alessandro Petacchi. Ma anche di attori come
Robert De Niro e Antonio Banderas (Hollywood non si tira mai indietro). Di teste coronate come l’Infanta Elena di Spagna. Di ipocondriaci, almeno sulla scena, come
Giacomo Poretti, del trio
Aldo Giovanni e Giacomo. Ma la lista potrebbe essere ancora più lunga se volessimo aggiungere il nome di Joe Cada, vincitore delle ultime World Series di poker e quelli delle star americane di Sports Illustrated: surfisti (
Kelly Slater, Andy Irons), campioni di basket (Shaquille O’Neal) e di baseball (Scott Kazmir).
Power Balance infatti, è nato un paio d’anni fa dall’immaginazione di due fratelli californiani appassionati di surf,
Troy e Josh Rodarmel, 35 e 25 anni, cresciuti a pane, discipline olistiche e medicine alternative nella famosa Orange County della fiction televisiva. Un’idea da un milione di pezzi.
Il claim è «Non credeteci, provatelo!»,e sta funzionando. Racconta
Simone Giancola, responsabile comunicazione della Venchi (cioccolato): «Me l’hanno regalato per gioco alcuni amici, dicevano che avrei avuto rapporti meno problematici con gli altri (un effetto psicologico) e invece facendo fitness e pesi, ho scoperto un maggiore equilibrio nel lato sinistro.
Sarà autosuggestione? Non so, ma mi sento molto meglio. Non me lo tolgo più, ci dormo anche». Non basta.
La
Elvström (abbigliamento sportivo) non si è fatta sfuggire l’opportunità e ha creato giacche anti-mal di mare con ologrammi Power Balance nei tessuti.
Link:
http://www.powerbalance.com/