A BALI...NON SOLO SURF!
by Guiaz & Place © 2011

Quest'anno la stagione surfistica balinese durante la wet season non ha regalato le onde che speravamo.
Solo Place è riuscito un paio di giorni a surfare le sue "misure" in quel di Geger Reef....con 2 persone in acqua, uno squalo, e tre metri di divertimento puro.

(-peccato che era una destra..- dice Lui)

Quindi, quando le previsioni hanno annunciato 4 giorni ventosi e senza swell abbiamo deciso per un'avventure inconsueta, e, caricato il nostro eroico motorino (sempre lui da 4 anni ! ) siamo partiti per un giro-in-giro di Bali (costa sud-est).
Nonostante il nostro mezzo motore fosse già abbastanza carico di due persone, zaini, attrezzatura da snorkelling, e sapessimo che avremmo dovuto affrontare passi montani, ci siamo portati anche le tavole.....non si sa mai.

1 marzo
Ci siamo lasciati alle spalle il caotico mondo di Kuta (davvero oramai insopportabile per traffico e costruzioni) e ci siamo avviati verso est, direzione Keramas. Lì abbiamo fatto una mini sosta tecnica, che ha permesso a Guiaz di giocare una mezz'ora tra ondine di suo gradimento.
Place ,ovviamente, ha snobbato.
Poi, siamo velocemente ripartiti, la strada era ancora lunga e piena di soste impreviste, come, quasi arrivati a Padangbai, Place ha visto un grosso tempio e deciso di entrarvi; la visita si è rivelata un'incredibile scoperta: al suo interno il tempio nascondeva una caverna enorme....tutta completamente piena di pipistrelli!!
La caverna è profondissima e si dice che arrivi fino al centro della montagna piu alta di Bali…da quel che abbiamo visto noi è poco probabile che qualcuno abbia mai pensato di verificare, fin dove gli cchi riescono a vedere si scorgono solo pipistrelli.

Pranzo presso un piccolo warung ambulante sulla spiaggia, a base di bakso ayam (polpettine di pollo in brodo)

A Padangbai siamo arrivati nelle prime ore del pomeriggio e dopo un giro nel villaggetto da cui partono sgangherati traghetti per Lombok e le altre isole , ci siamo dedicati ad un'oretta buona di snorkelling tra coralli e pesci coloratissimi.
I coralli in particolare sono molto belli: molto più vivi che nelle altre zone del globo dove il fenomeno del Ninos ha distrutto quasi tutte le forme coralline.
Del resto ci troviamo nel "Triangolo Dei Coralli",che si estende tra le coste di sei paesi Indonesiani, Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est, ed è la zona che raccoglie la maggiore quantità di specie di coralli del pianeta.

Passiamo un ora a sguazzare tra colorati pesci trombetta, chirurghi, farfalla ed altri ancora dalle più improbabili colorazioni...in un vero e proprio giardino di coralli, i cui colori vanno dal bianco candido, al violetto, all'azzurro.
Solo le correnti fresche delle zona ci inducono ad uscire, del resto il sole comincia ad abbassarsi, e noi abbiamo ancora parecchia  strada da percorrere.

Proseguiamo ad est sulla Jalan Raya Ulukan fino a Candidasa.
Qualche scatto fotografico a due varani che cacciano in un laghetto e poi si prosegue alla volta dell’estremo est, attraversando boschi di bambu e risaie, palme da cocco, banani e coltivazioni di salak (questa è la zona di produzione di questo frutto la cui buccia sembra un cestino di vimini)
Siamo rapiti da scorci strepitosi delle montagne, a cui finalmente ci siamo avvicinati! Si tratta di vulcani conici di quasi 3000m di altezza, impressionanti, con pendici ripidissime.
Attraversiamo un piccolo passo parecchio tortuoso ed arriviamo a Jasri.

Ormai è scesa la notte, chiediamo per un alloggio, ma pare che siamo arrivati un una zona non particolarmente turistica. Indietro non possiamo tornare: è impensabile rifare il passo con il motorino stracarico e pochi fari, ormai è buio.
Un fortunato incontro con un "ex-australiano" praticamente indigeno ci rivela l'esistenza di due alloggi e che per forza dobbiamo pernottare lì: la strada andando avanti diventa piuttosto accidentata e totalmente sconsigliabile senza luce.

Cerchiamo dove pernottare...e troviamo un delizioso losmen costruito in tipico stile balinese, con bagno all'aperto che si affaccia sulle risaie.

Per la cena ci arrangiamo in un warung nelle vicinanze dell'alloggio...anche perchè non c'è nient'altro, ma dove scopriamo esserci un tavolo da bigliardo (felicità di Guiaz) e ingaggiamo una partita coi locali (che ci stra battono).

2 marzo
Il mattino seguente si riparte : colazione in un indefinibile mercatino che vende di tutto con una anziana indonesiana che dispone appositamente due sedie per l' eccezionale evento della nostra fermata.
Place ha deciso che proseguiremo verso Amed...facendo una stretta e tortuosa strada costiera, che si prospetta essere panoramica ma anche piuttosto impegnativa.
Saliamo quindi ad Amlapura (capoluogo della regione), dove il pittoresco  e trafficatissimo pasar (mercato) locale ci cattura ...con polli vivi, topi che rosicchiano fette di anguria in esposizione, fette di papaia infestate da mosche; le colorate offerte per le cerimonie, le spezie, i volti della gente... ci rapiscono e per un momento veniamo travolti dalla folla: ci perdiamo nel pasar e nei suoi odori colorati.
Infine acquistiamo  una cassetta nuova per la telecamera (a meno di 3 euro)  e ripartiamo.

Da Almlapura ri scendiamo verso il mare, dove incontriamo le rovine di un palazzo sull’acqua (laghetti e piscine). Sono le vestigia della dimora di  qualche antico sovrano di Bali (la guida è arida di descrizione)…
Da qui lasciamo l'ultimo baluardo di civiltà: parte la "fatidica" strada "panoramica" che ci porterà ad Amed.

In breve tempo ci rendiamo conto che il percorso non sarà  breve : la "strada" in pessime condizioni di asfalto, si inerpica sulla costa montuosa, segue i pendii e GUADA i fiumi che incontra (niente ponti, tranne uno : in tavolati di legno sospesi!!!)...!!
Come è differente questa parte di Bali da quella da noi conosciuta nei dintorni di Kuta!
Il nostro eroico motorino arranca faticosamente sulle impervie salite nella jungla selvaggia, e quando improvvisamente sbuchiamo in qualche campung (villaggetto di poche capanne) facce attonite guardano le nostre tavole da surf.


Due  interminabili e sudatissime ore da incubo prima di raggiungere una strada che si possa chiamare tale, con la paura che il motorino  si rompa lì, in mezzo al nulla, per aggirare l’ultimo cono vulcanico piu a est di Bali.
Ne veniamo ampiamente ripagati: la vista sull’arcipelago indonesiano, sul faro più a est di Bali, su turbinii di corrente e gorghi creati dallo stretto in quel braccio di mare…e piccole baie nascoste di ciottoli  neri su cui contrastano le coloratissime barche locali, sono uno spettacolo che valeva la pena della fatica affrontata.
Ri incontriamo la civiltà ad Amed, ambitissima meta per lo snorkelling , le immersioni, e  i ristoranti di pesce.

Ci rifocilliamo infatti con un “nasigoreng seafood” e  su consiglio del proprietario un trancio di barracuda appena pescato con salsa balinese (un buonissimo sugo dolce di pomodoro, peperoncini aglio e cipolle)
Eccellente.

Mentre mangiamo davanti ai nostri occhi increduli ed esterrefatti, tre bambini dotati di fionda, (chiaramente eredi dei Dayachi di Sandokan), fulminano, in un solo colpo, un uccellino da almeno 7 metri di distanza.
 Erano probabilmente incaricati dal padre di tenere lontani gli uccellini dalla risaia, ma noi, che pensavamo stessero giocando siamo restati inebetiti dalla scena.

Rinunciamo a fare snorkelling ad Amed perchè non ci ispirano le sua acqua nere  e decidiamo di proseguire per il successivo posto famoso per lo snorkelling: Tulamben.

La guida promette di poter ammirare il relitto di una nave americana del 900 arenata a 50 m da riva e  ricoperta da coralli… arrivati sul posto ci viene male: acqua nera, torbida, melmosa, spiaggia orrenda…

Affittiamo dubbiosi le pinne ,in caso di corrente, e ci dirigiamo timorosi al largo.
L’acqua è scura, il tempo è grigio, il fondo si vede a malapena e la situazione mette  ansia… cosa ci sara qui sotto…?
Poi all’improvviso sorpresa inaudita! Ci ritroviamo davanti al relitto: la visibilità migliora, basta scendere di un metro e l'acqua è limpida, ma soprattutto ci ritroviamo circondati letteralmente da un enorme branco di tonni!!...tra i quali nuotano indisturbati 4 dentici da  30-40 kg , assolutamente giganteschi e per nulla disturbati dalla nostra presenza!

... pesci pagliaccio, azzannatori,ed altre mille specie tropicali che  nuotano tra i pezzi impressionanti del relitto ricoperti di corallo.


 
Uscendo dal mare ci  accorgiamo che si è fatto parecchio tardi ( a Bali il sole tramonta presto) e ripartiamo, decidendo di andare veloci fino a Singaraja.
(Da dove sarebbe rientrato il nostro giro).

Strada facendo vorremmo passare dalle cascate di Les, ma veniamo scoraggiati dall’imbrunire, dal sentiero (ci dicono 20 min) e dalla pioggia in arrivo… ripartiamo quindi con l’intenzione di fermarci nel primo alloggio lungo la strada…
Ma la wet season non perdona!
Specialmente alla sera  la pioggia è costante e spesso violenta… E in effetti arriva!
In questa zona  sembra far sul serio… la strada diventa accidentata, non si vede piu nulla; è sempre piu buio, le profonde  buche dell'asfalto sono nascoste da  fiumi d’acqua marrone e detriti che scorrono sulla strada. Come se non bastasse i camion provenienti dall’altro lato sollevano muri d’acqua schifosissima facendoci la doccia ad ogni incontro.

Le mantelline e il  k-way servono a poco!
Diventa indispensabile fermarci.
Il problema è che siamo in una zona triste, quasi disabitata:  per disperazione ci fermiamo sotto una tettoia di una specie di officina in costruzione.
Ma la pioggia non accenna diminuire... arriva il buio, e  siamo molto preoccupati di dover  passare la notte lì, sulla strada , fradici e circondati di zanzare.
Disperazione!

...poi Guiaz ha un’illuminazione!

Usiamo le maschere e i boccagli (quella di Place con lenti graduate può usarla al posto degli occhiali) per resistere ancora qualche km  e  riuscire a trovare un alloggio.
Siamo ridicoli: stracarichi  e con le maschere ,sotto la pioggia assurda .... Accodati dietro ai camion per farci illuminare la strada… ci viene da ridere per le faccie di quelli che ci incontrano!

L'avventura finisce bene quando dopo una ventina di km arriviamo ad  Air Sanih, e troviamo  un losmen : ci danno una camera-topaia con però vista diretta  sul  mare e il  ristorante del losmen ( di cui siamo gli unici ospiti) tiene aperto per noi e ci serve una cena calda molto apprezzata.

3 marzo
Colazione veloce, e giro alla ricerca di spot (siamo irriducibili!!) 
Poi via, alla volta di Singaraja (ex capitale di Bali  sotto agli Olandesi e attualmente importante porto).

 Le nostre aspettative sono quelle di vedere navi alla fonda, porta-container, petroliere, banchine e una rada…
...invece ,stupiti, ci troviamo davanti ad una quieta cittadina; limitata verso il mare dal vecchio villaggio di pescatori ,  una via trafficata,  e molti viali  tranquilli ed eleganti; vecchie case coloniali lasciate dagli olandesi fanno capolino qui e là.
Singaraja è  molto piu pulita del resto dell'isola.
Ma del porto...neanche l'ombra.
Proviamo a cercarlo, poichè a quanto sembra si tratterebbe di un porto fluviale...ma dopo esserci persi in una serie di vie accessibili solo ai ciclomotori, rinunciamo e iniziamo il viaggio di rientro: vale a dire verso le montagne.
Ancora una volta il motorino deve affrontare una salita tortuosa, questa volta anche parecchio trafficata, dato che è la strada che collega la parte nord-est alla parte sud-ovest dell'isola.

Ripide valli con jungla selvaggissima e stretti tornanti, ma nel complesso  la è strada buona.

Appena svalicato si apre a noi una vista notevolissima: una conca naturale (probabilmente un ex cratere ) con due laghi di origine vulcanica: siamo a circa 1500m di altitudine.
Villaggi e coltivazioni sono molto piu simili alle nostre: pomodori, fragole, ci sono molte serre. L’aria è fresca e il clima  è piacevole, tipo da noi d’estate, il cielo variabile ma per fortuna non piove.

Giunti sul fondo del cratere visitiamo l’antico tempio della dea Danau , la Dea dell’acqua; il tempio è costruito su un isoletta del lago Bratan, affiancato da un monumento buddista.

Da qui c’e una vista impressionante sulle montagne circostanti i cui picchi  sono perennemente avvolti da nuvole che sembrano essere quelle di fumo del vulcano.

La discesa sul versante sud è rapida e rettilinea, seguendo gradoni di risaie degradanti dolcemente lungo i costoloni del vulcano.
In poco tempo siamo nella piana tra Kuta e Canggu....il nostro giro si conclude, e le  tavole torneranno a bagnarsi in mare felici di aver vissuto con noi quest'avventura.

Guiaz & Place
 
{bookm}

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