D AMICO E CARDONE
Sono i migliori, "evoluzionisti" di ultima generazione, e si preparano per il FFT Picture Awards 2012

Di Matteo Maresi

Dall'Oceano Atlantico ti puoi aspettare un Roberto D'Amico, 19enne, romano, campione italiano di surf, che cavalca le onde di Capbreton come se fossero scivoli di un parco giochi. E con lui, Leonardo Fioravanti, 14 anni, talento mondiale della tavola, e compagno di loop fin dal primo giorno. È il loro elemento, quest'acqua fredda e potente, questa spiaggia lunga e granulosa, questo orizzonte di dune immense che ti fanno sentire fuori dal mondo, tanto lontana sembra la civiltà, nascosta com'è dietro alla sabbia giallo senape ammassata nei secoli dai venti freddi della Normandia.

Sarebbe uno scenario ideale, sarebbe una cartolina dalle Hawaii, sarebbe un'apoteosi di figaggine californiana, di stereotipi cool e di pettorali scolpiti nel neoprene delle mute colorate. Quello che non ti puoi aspettare dall'Oceano Atlantico, invece, è un manipolo di snowboarder con i risvolti nei pantaloni che schiamazza e gioca con la schiuma, alla faccia di tutti quei bambini irrequieti alle prese per la prima volta nella loro vita con il mare.

Nella risacca della spiaggia di Hossegor, dove ci troviamo, siamo tutti finiti trascinati come naufraghi. Ma tutti chi? Tutti noi che negli ultimi dieci anni abbiamo visto nascere, crescere, vincere e allargarsi esponenzialmente il Fiat Freestyle Team, ovvero quel crocicchio umano di atleti dediti agli action sport, categoria da sempre mal digerita in questa Italia da fantacalcio. Ci siamo noi giornalisti-fan, i supporter tecnici, quegli evangelizzatori che da sempre permettono alle discipline da tavola di esistere, e non solo di apparire come ennesima tendenza, e soprattutto loro, i pro.

Quelli che le onde le cercano negli altri elementi: Stefano Munari, Filippo Kratter, Simon Gruber, Dominik Wagner, Aluan Ricciardi, Andrej Marincic, Ziga Rokovec (snowboard), Daniel Cardone, Jacopo Carozzi (skateboard), Simone Baracco (BMX)... Suddivisi nei rispettivi team, ognuno dei quali accompagnato da un fotografo e da un filmer, i rider sono partiti il 25 marzo da Torino alla volta di Vars, in Francia, per seguire il road trip che li ha portati sui Pirenei, poi a Barcellona, a Bilbao, e ora qui a Hossegor, per a tappa finale del contest fotografico "itinerante" FIAT Freestyle Team Picture Awards . Durante i trasferimenti da un luogo all'altro, infatti, sono state realizzate sessioni di shooting, che verranno valutate da una giuria d'eccezione per diventare poi protagoniste di una mostra fotografica che toccherà diverse città europee. Ma questa, è un'altra storia.


Ora godetevi questo assaggio, e... keep in touch!
Foto Olaf Pignataro



Fonte:
http://www.rollingstonemagazine.it/

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