by Davide Danti
ALLA SCOPERTA DEL MONDO DEL BODYBOARD

SCUOLA SUPERIORE PER MEDIATORI LINGUISTICI DI OSTIA
ANNO ACCADEMICO: 2008/2009
CANDIDATO: DANTI DAVIDE

RELATORE: PROF. MARCO RAVAIOLI

CORRELATORE: PROF.SSA   RITA ZIZZO                            

DIRETTRICE: PROF.SSA C. GALATZER 

DEDICATO A TUTTI GLI AMICI, I MIEI GENITORI E I PROFESSORI CHE SEMPRE MI HANNO SUPPORTATO. IL BODYBOARD È LA MIA GRANDE PASSIONE CHE MI HA PERMESSO DI FARE ESPERIENZE E AMICIZIE UNICHE NEL CORSO DELLA MIA VITA. UNO SPORT PULITO E VERO CHE MI HA CAMBIATO LA VITA E OGNI VOLTA CHE VADO IN MARE E’ COME SE FOSSE SEMPRE LA PRIMA”

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1.INTRODUZIONE 
Prima di lasciarvi alla lettura del testo, vorrei fare una introduzione delle origini di questa disciplina, in modo da fare un quadro generale a chi non è a conoscenza di questo nuovo sport e per chiunque prenda in mano questo libro per la prima volta.

Anzitutto vorrei fare un ringraziamento speciale al Prof. Marco Ravaioli e la Prof.ssa Rita Zizzo per avermi suggerito la traduzione di questo testo e per l’ attenzione che mi hanno dedicato.
Altri ringraziamenti importanti per avermi spinto alla scelta di questo argomento per la tesi vanno a miei genitori che sempre mi hanno supportato ed ai miei amici con il quale condivido questa passione da anni: Thilo Francesco Sili, Jacopo Lancioni, Fabrizio Chiantini, Sandro Bordoni, Stefano Paganini, Stefano Diotallevi, Silvia Marinelli, Davide Macelloni, Marco Gentili, Genesio Ludovisi, Nils Astrologo, Manuel Giuffrida, Riccardo Ambruzzi, Toni di Bisceglie e la mia ragazza Sonia Cento.

La storia del bodyboard comincia con TOM MOREY, surfer visionario dalla incredibile creatività; Tom voleva sviluppare qualcosa che fosse accessibile a tutti,  permettendo a sempre più persone di cavalcare onde come faceva lui.

Comincia la sua carriera in aeronautica dove familiarizza con i materiali plastici. Ad un certo momento abbandona tutto per intraprendere il surf business e si trasferisce nel 1971 alle Hawaii. Lì, sviluppa il primo prototipo di una tavola lunga 6 piedi ma ancora troppo fragile. In seguito si trasferì a Kailua proprio di fronte allo spot di Honols.

Il 9 giugno del 1971, realizza la prima tavola lavorando un panetto di schiuma con un semplice coltello elettrico ed un ferro da stiro. La forma era essenzialmente rettangolare, nose (naso) quadrato e rail (bordo) a 45°: nasce così il primo bodyboard, estremamente maneggevole.

La sua attività prende subito piede, anche in seguito alla creazione di una tavola per il suo vicino venduta a 10$. Dopo aver recuperato un po' di denaro si trasferisce in California del Sud alla fine del 1971. Dopo un po', a causa di problemi finanziari, decise di associarsi con la 'Gordon & Smith' al fine di continuare la sua produzione.

La prima tavola così prodotta si chiamò S.N.A.K.E. (che tradotto nella lingua  italiana sta a significare “Lato Ombelico Braccia Ginocchio e spalle), in relazione alle parti del corpo in stretto contatto con la tavola; questo nome non sembrava suonare molto bene  e  presto Tom, appassionato di musica, chiamò la sua creazione BOOGIE.   Rimaneva    a    questo punto un problema d'immagine:  la  tavola  mancava  infatti  di  stile  e  la lavorazione era ancora troppo grezza.
Lascia quindi le Hawaii e si trasferisce ancora in California dove torna a  lavorare  con  la sua vecchia azienda (Wilshire Foam Society) mettendo da parte l'attività del surf.  Ma  un giorno, trova una pila di "pelli" di  schiuma  risultato  di  scarti  di lavorazione;  ecco  che trova ciò che mancava : lo SLICK SKIN, la superficie liscia su cui far scivolare la tavola.

La vendita comincia subito, anche grazie ad un'inserzione su 'Surfer Magazine', ed il prezzo viene fissato a soli 37 dollari, l’ età di Tom. In seguito propone anche un kit di montaggio per 45 dollari. Associandosi con Jim Faivre, mette in piedi la 'MOREY BOOGIE' che risultò subito un'azienda molto prosperosa. In seguito però, vendettero tutto alla 'Kransco', la quale assicurò alla compagnia un successo folgorante così come lo conosciamo adesso.

Con il passare del tempo quello che era nato come un semplice divertimento comincia ad acquisire livelli tecnici sempre maggiori così come le manovre che si potevano realizzare con quell'incredibile "tavoletta", dando in seguito il via alle prime gare. Il primo campione del mondo fu l' hawaiano Daniel Kaimi che vinse nel 1982, sulle onde di Banzai Pipeline, il primo campionato mai organizzato. Nel 1990 anche le donne cominciarono a gareggiare a livello internazionale e Stephanie Pettersen fu la prima a salire sul podio.
Nel testo si trova tutto ciò che riguarda il bodyboard, dalla forma ai materiali e dalla sicurezza a tutta l’ attrezzatura necessaria per praticare al meglio questo sport spiegato e illustrato nel modo più dettagliato possibile, così che chi si trova di fronte ad un testo come questo possa avere una visione completa di questa disciplina a 360 gradi. Cavalcare un’ onda con il bodyboard può sembrare apparentemente che chi lo pratica non sia capace di andare con la tavola da surf (tavola lunga circa 1.85 metri), dato che nella maggior parte dei paesi nel mondo la tavola da surf è uno sport d’ elite sulle onde del mare, soprattutto in Italia dove fare surf con la tavola è più una moda che una passione tra i più giovani.

Fare bodyboard non è assolutamente per chi non sa andare in piedi con la tavola da surf, ma tutt’ altro, infatti con questa piccola tavola si possono eseguire una grande varietà di manovre, tutte diverse e spettacolari su ogni tipo di onda e ciò che rende questo sport unico è la sua versatilità dato che si possono cavalcare ogni tipo di onda, da quelle più tubanti di risacca sul bagnasciuga a quelle più piccole come nei nostri mari. 

Dopo questa breve introduzione sulla storia e gli sviluppi del bodyboard dalle sue origini vi lascio alla lettura di questo testo tutto da scoprire, unico nel suo genere.

1.Materiali delle tavole
I materiali giocano un ruolo importante nel rendimento della tavola e delle tue prestazioni. Sfortunatamente, c’è molta confusione sul tipo di materiali utilizzati nella produzione delle tavole. I produttori di plastiche etichettano i loro prodotti con denominazioni commerciali, spesso ribattezzate dai fabbricanti di bodyboard in cerca di nomi “accattivanti”. Questo articolo esamina alcuni dei più comuni materiali impiegati, le loro proprietà e gli effetti sulle prestazioni.

Dove i materiali sono conosciuti con la loro denominazione commerciale (Surlyn, Arcel, Ethafom etc..), ho provato a dare loro nome scientifico e ad indicarne il produttore.

La densità di questi materiali è molto importante in quanto ci indica la galleggiabilità di un materiale. Qui ho elencato due valori – PCF e Peso Specifico. PCF sta per 0,45 Kg per 929 cm. Il peso specifico è la densità del materiale in rapporto al peso dell’acqua. In entrambi i casi più il valore è ridotto, più il materiale galleggerà. L’acqua ha un Peso Specifico di 1 ed un valore di 62.4 PCF

Anime, rivestimento e bordi
Dow
Nome scientifico: Polietilene
Densità: PCF 2.2, peso specifico 0.0352
Nonostante per 20 anni siano stati utilizzati diversi materiali per produrre bodyboard, il polietilene rimane quello più utilizzato per la maggior parte dei bodyboard di bassa-media qualità grazie alla sua solida composizione, resistenza all’acqua e peso. E’ compatto, può avere densità diverse, ha una buona progettazione e assicura nel complesso un buon rendimento.  Viene anche utilizzato  come anima del bodyboard come materiale di rivestimento nonché sui bordi anche utilizzato nel rivestimento e sui bordi della maggior parte delle tavole.
L’acqua calda può a volte causare un’eccessiva flessibilità della tavola e causare con il tempo pieghe e deformazioni. L’acqua fredda è meglio per questo tipo di materiale in quanto tende ad irrigidirsi. Sebbene non sia rigido come altri materiali, il polietilene è tutt’oggi ancora il materiale più utilizzato quando viene rinforzato con elementi quali reti o assi (di carbonio).

Arcel
Nome scientifico: Polietilene espanso
Produttore: Nova Chemicals
L’Arcel è un mix di Polietilene e di Polistirene. Sviluppato per i bodyboard nella metà degli anni ’80, questo materiale è una leggera e forte schiuma utilizzata per le anime dei bodyboard. E’ una schiuma dura, flessibile e di maggiore durata, più forte e resistente all’acqua del polietilene. L’Arcel mantiene la sua rigidità anche in acque più calde ma ha la tendenza a far comparire delle rientranze.

Polietilene
Il polietilene è un polimero costituito da lunghe catene del monomero etilene (chiamato etene). Il nome scientifico proposto, polietilene, deriva dal nome scientifico del monomero. In alcune circostanze è utile usare una nomenclatura basata sul tipo di struttura. In casi simili la UICPA (Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata) raccomanda poli(metilene). La differenza è dovuta all’apertura del doppio legame del monomero sulla polimerizzazione.
Nell’industria dei polimeri il nome è a volte abbreviato in PE e in una maniera simile a questa altri polimeri come il polipropilene e il polistirene sono rispettivamente abbreviati in PP e PS. Nel Regno Unito il polimero è comunemente chiamato politene, nonostante questo non sia riconosciuto scientificamente.

La molecola di tene (conosciuta comunemente come etilene)  C2H4 è CH2=CH2, due CH2 gruppi collegati da un doppio legame, in questo modo:

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Polietilene contiene gli elementi chimici del carbonio e dell’idrogeno.
Il Polietilene è creato attraverso la polimerizzazione dell’etene. Può essere prodotto attraverso una polimerizzazione radicale, per somma di anioni, polimerizzazione di coordinazione di ioni o polimerizzazione di somma di cationi. Questo perché l’etene non ha gruppi sostituenti che influenzino la stabilità di propagazione del polimero. Ognuno di questi metodi risulta in un genere diverso di polietilene.

Polipropilene (PP)
Il polipropilene è leggero, altamente reattivo, forte, elastico ed ha un’anima in schiuma formata da celle impermeabili. Rimane rigido in acqua calda, dando un buono slancio quando si eseguono manovre sulla parete dell’onda e ha una migliore reazione alla memoria-flessibile di altre anime. Il Polipropilene è molto più resistente del polietilene, avendo la metà del peso. Inizialmente, l’alta temperatura della laminazione rende difficile fare un lavoro di finitura per le superfici del rivestimento e la parte liscia senza collanti. Sembra che le nuove tecniche di laminazione abbiano corretto questo problema.

Il polipropilene può essere di due tipi diversi. Il polipro espanso che viene estratto che viene estratto è fatto da trecce di polipropilene ed offre una dinamica e durabilità nella tavola molto buona. Il polipro perlinato è un’ulteriore evoluzione ed è estremamente leggero, durevole, resistente all’acqua, ed inevitabilmente, più costoso, ma vale quello che costa.

E’ risaputo che il polipropilene è il materiale più usato per realizzare le anime dei bodyboard. Il Polipropilene è più leggero, da più velocità ed è più resistente all’acqua di ogni altro materiale per anime di bodyboard. Sta rapidamente sostituendo l’Arcel e il Dow come top di gamma. Come ogni altra anima tuttavia, è totalmente resistente alle pieghe ed è la più costosa di tutte le anime per bodyboard.       

Ethafoam
Nome scientifico: Polietilene
Produttore: Dow
Densità: PCF 2.5, Peso Specifico 0.04
L’ethafoam è una schiuma di polietilene dura, elastica, di media densità, compatta costituita da celle di ottima qualità.

Zote Foam
Nome scientifico: Schiuma di polietilene a maglie incrociate
Densità: PCF 2.8, Peso Specifico 0.045
La Zote foam è una schiuma di polietilene costituita da celle chiuse a maglie incrociate. E’ dura, flessibile ed elastica. E’ anche resistente all’acqua ed ha una buona stabilità. La Zote foam è conosciuta anche come schiuma di polietilene reticolato a struttura cellulare.

Sealtek
Nome scientifico: Polietilene non costituito da maglie incrociate
Densità: PCF 8, Peso Specifico 0.128
Il Sealtek offre un eccellente rapporto di scorrimento-presa sull’acqua. E’ a volte utilizzato come materiale di rivestimento.

Softlon

Nome scientifico: Polietilene a maglie incrociate
Produttore: Sekisui Chemical Co., Ltd
Densità: PCF 2.06, Peso Specifico 0.033
Il Softlon è un polietilene radiale a maglie incrociate, costituito da una schiuma di   celle compatte   con   un’eccellente resilienza e flessibilità, ha un basso assorbimento d’acqua, un’eccellente resistenza chimica e buone proprietà di resistenza ai raggi ultravioletti. La schiuma è azoto espanso. Il Softlon è solitamente usato per il deck (rivestimento) e i rails (bordi).

Schiuma a maglie incrociate
Le schiume a maglie incrociate sono schiume con celle molto compatte. Queste schiume sono caratterizzate dalla loro compattezza, risultano più compatte e resistenti all’acqua. Queste sono schiume molto durevoli per il deck e i rails ma sono solitamente più costose delle schiume commerciali in polietilene.

HCL (SMD)

Nome completo: Schiuma dura a maglie incrociate
La HCL (SMD) è una schiuma a maglie incrociate di maggiore compattezza. Questo materiale è superleggero e resistente.
Le HCL (SMD) legano con l’anima interna per ottenere la massima resistenza e la minore laminazione. L’HCL è potenzialmente resistente all’ acqua.

Majikore
Nome scientifico: Polipropilene
La versione di bodyboard ELEMENOPHEE® (famoso marchio di bodyboard australiano) in polipropilene, è fatta da un unico livello compattato  su entrambi i lati dell’anima per rinforzarla.

PVA
Nome scientifico: Polivinile acetato
PVA è una schiuma a maglie incrociate con buone proprietà di memoria e resistenza all’acqua.

Slicks (parte liscia a contatto con l’acqua)
Surlyn
Nome scientifico: Ionomero (polimero)
Produttore: Dupont
Densità: PCF 58.7-60.5, Peso Specifico 0.94–0.97
Il Surlyn è leggero, flessibile ed offre una buona affidabilità. Ha un buon impatto sulle onde e resistenza alle abrasioni. E’ considerato dalle industrie uno dei migliori materiali per la velocità e la progettazione. Il Surlyn è utilizzato anche come copertura nelle palline da golf, giocattoli da masticare per cani, birilli e caschi da hockey.

Kraylon
Il più recente materiale messo a punto per realizzare lo slick, è più spesso e leggermente più durevole del Surlyn. E’ anche estremamente leggero rigido. Alcuni produttori sostengono che possa migliorare.
PAD
Nome scientifico: Polietilene ad alta densità
Densità: PCF 59.9-60.5, Peso Specifico 0.94–0.96
PAD assomiglia e sembra molto simile al Surlyn, ma è più morbido e meno durevole come materiale per il fondo della tavola che da un ottimo rendimento e tiene bassi i prezzi per le tavole. Dà il meglio quando è combinato con anime più rigide, o anime con asse.

ABS
Nome Scientifico: Acrilonitrile-butadiene-stirene
Plastica forte e resistente alle pieghe e spacchi utilizzate ampiamente per gli slick.

CARATTERISTICHE STRUTTURALI

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Raised Elbow pads= cuscinetto poggia-gomiti     
Deck= rivestimento
Mesh= celle a nido d’ape                                    
Slick= parte liscia a contatto con acqua

Mesh (Celle a nido d’ape)
Le celle di plastica a nido d’ape possono essere inserite tra l’anima e la parte superiore del rivestimento della tavola o due livelli di celle a nido d’ape possono essere inserite tra l’anima e la parte superiore del rivestimento della tavola e anche tra l’anima e il rivestimento della parte inferiore della tavola. Le celle a nido d’ape aggiungono forza, durabilità e a differenza degli assi (in carbonio), danno flessibilità a tutta la tavola e non solo in una parte.

Stringers (Assi in carbonio)
Questi sono leggerissimi assi in fibra di carbonio inseriti nell’anima del bodyboard. Questi forniscono alla tavola resistenza, durabilità e flessibilità senza appesantirla. Le tavole usate dai surfisti in andatura prona hanno solitamente un solo asse. Le tavole usate dai surfisti in andatura dropknee invece hanno solitamente due assi per evitare distorsioni e deformazioni a danno della tavola.

2. Terminologia della tavola
Quali sono i vari fattori che determinano il rendimento della tua tavola?
Sono qui elencate le caratteristiche principali della progettazione con le descrizioni degli effetti che hanno esse sulle prestazioni della tavola. E’ bene fare attenzione a questi fattori quando si acquista una tavola.

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Larghezza del nose (naso) della tavola
La larghezza del naso gioca un ruolo importante nello spostamento d’acqua, velocità e manovrabilità. Un naso più stretto crea una linea sulla parete dell’onda da rendere più veloce la tavola mentre un naso più largo è più adatto per un surf prono, consentendoti di metterti più in avanti sulla tavola per equilibrarti mentre un naso più stretto è più adatto per chi fa surf in ginocchio quando il tuo peso è distribuito più indietro.

Distanza tra nose e il punto di massima larghezza
Punto di massima larghezza
Avere queste misure corrette, è essenziale per la presa del bodyboard da bordo a bordo sulla parete dell’onda. Idealmente, il punto di massima larghezza dovrebbe risultare appena dietro i tuoi gomiti in modo che l’acqua venga dispersa dietro il punto in dove stai per iniziare a fare la manovra; gomiti, braccia, mani e testa. Avere il tuo punto di massima larghezza di fronte ai tuoi gomiti favorirà l’immersione del naso con spruzzi, nascondendo la tua vista.

Larghezza della tail (coda)
La giusta larghezza della coda è importante per assicurare la stabilità della tavola. Una coda larga fornisce più velocità e slancio mentre una coda più stretta fornisce più manovrabilità e una migliore tenuta nel tubo.

Lunghezza

Più è alto il bodyboarder, più lunga dovrebbe essere la tavola. Idealmente la tavola, quando sta messa per dritto, dovrebbe arrivare circa all’altezza del tuo ombelico. Se di solito fai surf su onde più piccole, la tavola dovrebbe essere un po’ più lunga mentre se fai surf su onde più grandi la tavola dovrebbe essere più corta. Tavole più lunghe con più galleggiabilità tendono a soddisfare bodyboarder più pesanti dato che essi non possono fare manovre allo stesso modo come con tavole più strette.  

Angolo presa del nose (naso)
L’angolo presa del naso del bodyboard è il rilievo nell’angolo sulla parte inferiore della tavola che inizia a circa un terzo della lunghezza a partire dal naso. L’angolo presa del naso influisce nel controllo della manovrabilità e della velocità sulla tavola. Un angolo presa basso permette alla tavola di muoversi attraverso l’acqua con la minima resistenza dando una maggiore velocità sull’acqua. Un angolo presa alto crea una maggiore resistenza ma fornisce più risposta a rotazioni e libera uno spazio maggiore sulla tavola per fare manovre come ad esempio lo spinning (rotazione di trecentosessanta gradi sulla parete dell’onda).

Angolo del tail (coda)
Più grande è l’ampiezza della coda, più la tavola andrà lenta. L’ampiezza della coda rallenta il flusso d’acqua lungo i bordi e sulla superficie del fondo della tavola (parte a contatto con l’acqua) rallentando la tavola. Code più ampie fanno si che l’angolo della tavola sia meno incisivo sulla parete dell’onda, dando la possibilità di eseguire manovre di rotazione come lo spin più velocemente.

Configurazione dei rails (bordi)
La numerazione in gradi dei bordi si riferisce alla percentuale del bordo a contatto e non a contatto con la superficie dell’acqua. Un rail 60/40 quindi ha il 60% del bordo sul fondo della tavola e il 40% sulla superficie mentre un rail 50/50 ha una percentuale equivalente sul fondo e sulla superficie. Un rail 60/40 da come risultato un miglior controllo dell’angolo per i cambiamenti di direzione sulla parete dell’onda mentre i rail 50/50 rendono le manovre più facili per una migliore risposta a curve decise.

Fondo della tavola
La progettazione del fondo della tavola può avere un effetto decisivo sulla prestazione della tavola. Disegni progettuali diversi hanno come risultato la capacità di un maggiore controllo sull’onda della tavola, di velocità e manovrabilità della tavola stessa.

Guida alla scelta della lunghezza della tavola
Questa è una semplice guida di riferimento per orientarsi nella scelta della tavola in relazione al tuo peso e alla tua altezza. Ricorda che queste misure sono un suggerimento e non una guida definitiva.

TABELLA-GUIDA ALLA SCELTA DELLA TAVOLA
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3.Misura della tavola e prestazioni

Le dimensioni della tavola sono date dalla sua larghezza e dalla lunghezza e dallo spessore della tavola stessa. La sagoma è la forma della tavola, solitamente indipendente dalle dimensioni della tavola.
Tuttavia, si possono operare delle modifiche su altre parti della tavola a seconda delle esigenze.
Le dimensioni della tavola sono idealmente quelle di un blocco di schiuma caratterizzata da 3 dimensioni proporzionate quali: lunghezza, larghezza e spessore.

Misura ottimale
Onde,  esperienza e abilità del bodyboarder, sono caratteristiche che influiscono tutte nella misura ideale della tavola. Se guardi la tabella relativa ad altezza/peso/lunghezza della tavola noterai che la lunghezza di ogni tavola è diversa a seconda del rider). In tutti i casi queste misure sono solo indicative. Non c’è infatti una tavola di una misura perfetta per un certo rider ma una gamma di tavole diverse che essi possono utilizzare. E in questa gamma si ritrovano da altri fattori quali –misura, tipo di onde e l’abilità del rider.

La misura del bodyboard influisce sia sul controllo che un rider ha sulla tavola che sulla velocità della tavola stessa. Da qui in avanti, quando si parla di tavole “più piccole” o “più grandi” si fa riferimento alla misura media della tavola per un qualsiasi rider.

Tavole più piccole = maggiore controllo
Ad una tavola più piccola corrisponde una minore galleggiabilità – conseguenza diretta di una minore quantità di schiuma nella tavola. In questo modo, è richiesta  una pressione minore sul bordo nella parete dell’onda e per ottenere cambiamenti di direzione. Curve decise e strette sono più facili da fare ed il controllo della tavola viene migliorato. La sagoma più piccola permette al rider di muoversi più facilmente da un bordo all’altro. Rotazioni nel tubo e virate veloci sulla parete dell’onda per manovre aeree vengono così eseguite più facilmente.

Ad un maggior controllo corrisponde una maggiore sensibilità. Le linee della tavola sono più vicine tra loro. Anche se il naso si immerge, le conseguenze sono di minore rilevanza rispetto ad una tavola più grande.
C’è una minore zona cuscinetto quando si plana da manovre aeree. Con queste tavole gli errori sono più frequenti.

Tavole più grandi = più velocità
Una tavola più larga fornirà una maggiore galleggiabilità. La tavola planerà più facilmente sulla superficie dell’acqua, prenderà più velocità dove l’onda ha una minore spinta e con onde più piccole.

Il controllo è più difficoltoso con tavole più grandi. Allo stesso modo la velocità viene persa con una tavola più piccola. Per onde più grandi e potenti, una tavola più piccola non sarà molto più lenta di una tavola più grande. Generalmente, i rider che possono permettersi di rischiare una minore stabilità hanno tavole per onde potenti e per la posizione prona. La tavola dunque sarà un po’ più grande di una normale tavola e si rivelerà più veloce all’occorrenza. La tavola per onde potenti sarà un po’ più piccola e offrirà ai rider un maggior controllo.

Peso
Con tavole più leggere sarà più facile lanciarsi su ogni tipo d’onda ed eseguire rotazioni. Tavole più pesanti hanno maggiore stabilità e controllo;  è inoltre possibile fare tubi profondi e realizzare curve potenti attraverso curve potenti ed incisive in modo più efficace.

Generalmente, ci sono due opzioni – polietilene + asse o poli-pro + asse. Il poli-pro è un materiale molto più leggero del polietilene. Ci sono praticanti che si trovano meglio con tavole solide e pesanti. Altri preferiscono tavole dal peso leggero che forniscono più controllo sulla tavola quando si eseguono manovre aeree.

Spessore
Maggior spessore equivale ad aumentata galleggiabilità, resistenza e minor flessione. La galleggiabilità ridurrà il controllo ed aumenterà la velocità. Una tavola più fina è più leggera, più facile da immergere nell’acqua e da controllare, più flessibile e meno durevole.

Un altro aspetto delle tavole spesse è la presa. Con una tavola più spessa la presa è migliore.

Scegliere la tavola
Nella scelta di una tavola bisogna essere realistici, avendo chiaro in mente il tipo di onda su cui si pensa di utilizzarla.

4. Scelta della misura della tavola

Fatti consigliare da un esperto, e se pensi che anche loro non ne sappiano nulla, questo resta comunque la sola cosa da fare.

Per la lunghezza della tavola –appoggia il bodyboard sulla sua coda: la giusta lunghezza della tavola dovrebbe essere circa all’altezza del tuo ombelico. Questa è la misura normale per la tavola. Rider più esperti tenderanno a fare bodyboard con tavole più piccole per ottenere il miglior controllo possibile.
Questi rider hanno anche le capacità di ottenere il massimo in termini di velocità sia dall’onda che dalla tavola. Se le onde dove solitamente fai bodyboard sono piccole, prova una tavola leggermente più grande per una velocità maggiore. Se hai una corporatura piccola scegli una tavola più corta, se sei pesante per la tua altezza vai con una tavola più grande.

Questo dovrebbe andare a tutto vantaggio della galleggiabilità. Come per la larghezza -questa è solitamente in rapporto alla lunghezza e normalmente non ha bisogno di essere controllata. Se riesci a portare la tavola sotto braccio, la tavola è della giusta larghezza.

Se vuoi essere certamente sicuro…
Prova per fare bodyboard alcune tavole di misure diverse di tuoi amici e vedi quale è la migliore. Controlla se ci sono problemi in rotazioni, difficoltà nell’eseguire curve o altro che potrebbero essere causati dalle dimensioni eccessive della tavola. Se non riesci a prendere velocità su onde piccole e senti che ti stai rallentando molto, la tavola è,  molto probabilmente, troppo piccola.

5.Mettere la paraffina sulla tavola
Perché mettere la paraffina sulla tavola?
Una buona presa sulla tavola è di fondamentale importanza per un buon surf. Mettere la paraffina sul bodyboard, ti consente di avere una posizione ferma sulla tavola affinché  possa completare le manovre. Indipendentemente se vai più in dropknee o prono determina quale modo di mettere la paraffina è migliore per te.

Quale paraffina?
Da quando i bodyboard hanno una superficie più morbida delle tavole da surf, è consigliabile usare una paraffina realizzata esclusivamente per bodyboard. Questa è una paraffina più morbida che può essere applicata più facilmente sulla superficie più morbida del bodyboard. Se dovesse risultare impossibile trovare una paraffina apposta per bodyboard, prova a cercare una paraffina adatta ad una  temperatura d’acqua fredda. Questa si fisserà più facilmente.

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Per chi surfa prono - Per  chi surfa in Dropknee

Fare bodyboard in andatura prone (prona)

Quando si va proni sull’onda è necessario mettere molta paraffina sulla zona che parte nel punto in cui si poggiano i gomiti fino a dove metti le mani. La paraffina fa aderire meglio il tuo braccio alla tavola e ti permette di eseguire con successo le manovre. Dovresti anche mettere un po’ di paraffina al centro del bodyboard. Questa ti darà un po’ di presa sulla tavola anche mentre fai scorrere la tavola su e giù. Questo significa che tu puoi anche posizionare facilmente il peso del tuo corpo per eseguire diverse manovre.

Andatura Dropknee  
Per andare in dropknee devi mettere la paraffina dove poggi il tuo piede frontale e anche dove metti il tuo stinco. Mettere molta paraffina in entrambe le zone ti farà rimanere attaccato alla tavola, un grande vantaggio nell’eseguire qualsiasi manovra in dropknee e nel fare dropknee in generale.

Rimuovere la paraffina
Dopo aver usato per un periodo la stessa paraffina, finirai per ritrovarti con uno strato di vecchia e sporca paraffina sulla tua tavola. A questo punto ci sono un paio di tecniche che possono essere usate per rimuovere la paraffina.

C’è chi preferisce usare acqua calda sulla tavola per poi strofinarla con uno straccio. Forse è meglio assicurarsi che l’acqua non sia troppo calda.

Altre persone preferiscono prendere un asciugacapelli e usarlo al posto dell’acqua calda per togliere la paraffina, ancora una volta strofinando la paraffina riscaldata con un panno. E’ previdente prendere alcune attenzioni con il calore usando  questo metodo allo stesso modo.

6.Mantenimento della tavola
Fare attenzione alla tua tavola in modo appropriato garantirà la sua durata e il suo rendimento. Avendo speso una grossa somma per una tavola vale la pena prendersi cinque minuti e seguire alcune regole per assicurarsi di avere il meglio dal tuo bodyboard.
•    Tieni sempre il tuo bodyboard in una zona ventilata al fresco.
•    Il sole diretto e il calore sono un problema per la tavola. Il sole riscalda le piccole cavità     d’aria tra il rivestimento della superficie e l’anima causando un’espansione dell’aria fino ad arrivare a formare bolle e delaminazioni. Il calore può anche causare una dilatazione della schiuma mentre il rivestimento non subisce alcuna trasformazione facendo sí che la tavola assuma la forma di un asse ricurvo. Può anche causare al rivestimento del tuo bodyboard bolle e de laminazioni. Dunque la cosa migliore è tenere il tuo bodyboard lontano dal sole  quando  non  lo  usi  e  quando  è all’esterno, prova a metterlo in una leggera sacca colorata in modo che rifletta la maggior parte del calore.
•    Quando non usi la tua tavola è buona norma posizionarla su di un bordo per ridurre i punti di pressione come ad esempio gli angoli della coda i quali sono sensibili a flessioni.
•    Il sale ha un effetto deleterio sulla maggior parte dei materiali includendo quelli utilizzati nella tua tavola. Può rendere la schiuma dura e fragile. E’ importante quindi sciacquare bene la tua tavola con acqua corrente dopo ogni uso.
•    Sii sicuro di non poggiare mai la tua tavola sopra oggetti appuntiti. I bodyboard si danneggiano facilmente ed entrambi sia la schiuma che lo slick possono essere facilmente perforabili.
•    Il calore è il peggior nemico della tua tavola. Non lasciare la tua tavola sulla sabbia calda, diretta alla luce del sole o di fronte ad un termosifone. Il calore estremo può causare un asse ricurvo inverso in poco tempo come cinque minuti. L’asse ricurvo è quando la tavola si piega nel verso opposto e si suppone questo perché la schiuma del deck si espande più velocemente di quella dello slick, facendola incurvare.
•    Non lasciare mai la tua tavola in una macchina bollente dato che la temperatura può arrivare oltre i 100°C. Se la devi lasciare in macchina, mettila in una sacca da bodyboard o coprila con un asciugamano.
•    Risciacqua sempre la tua tavola dopo averla usata con acqua corrente. Il sale danneggerà la tavola con il passare del tempo.
•    Non piegare eccessivamente la tua tavola, dato che questo non solo creerà pieghe sulla superficie, ma causerà anche la rottura delle celle dell’anima, indebolendo la tavola.
•    Non usare il bodyboard come uno skimboard.

7.Pinnette.Salvapinnette.Guanti palmati
Pinnette
Le pinnette sono una delle cose più importanti che un bodyboarder deve avere nel suo arsenale. Un buon paio di pinnette può fare la differenza tra una sessione divertente o una sessione irritante e dolente.
Se un paio di pinnette sono troppo larghe ti daranno meno spinta, causeranno ferite ai piedi dovute all’eccessivo movimento del piede all’interno della pinnetta e possono levarsi facilmente se colpite da un’onda. Se le pinnette sono troppo strette possono causare vesciche e anche crampi in seguito allo sfregamento della pinnetta.
Ricorda che le pinnette con lamine più rigide e di maggiori dimensioni sarà più difficile  pinneggiare in acqua  ma ti daranno una spinta maggiore.
Consapevoli di questo, è molto importante comprare le pinnette dell’esatta misura. Non ti sentire obbligato a comprare per forza una marca di pinnette se non c’è una misura di quella marca che si adatta al tuo piede. Alcune marche hanno solo una serie di misure (piccola, media, grande, molto grande) ed è impossibile avere una misura del piede che coincida con le misure proposte. In questo caso prova altre marche. Ovviamente se i tuoi piedi stanno ancora crescendo sarebbe ideale comprare pinnette un po’ più larghe di quelle di cui avresti bisogno ora. Puoi usare anche calzini per pinnette in neoprene in modo da adattare il tuo piede alla giusta misura.

Un’altra ma meno importante questione, è la forma della pinnetta. Le pinnette da Bodyboard sono entrambe fatte con una forma diversa o in una forma molto simile ad altre pinnette sul mercato. Sembra che il progetto attuale abbia ben poco a che fare con le prestazioni della pinnetta ed è più difficile distinguere una marca da un'altra.
Il tuo modo di fare surf, sia prono che in dropknee o entrambi, può imporre la forma delle pinnette che tu dovresti indossare. I bodyboarder proni possono essere meno interessati alla forma della pinnetta, ma di più alla spinta che esse forniscono. I bodyboarder che vanno in dropknee, dovrebbero invece fare più attenzione alla forma e alla lunghezza della pinnetta. Idealmente una pinnetta per dropknee dovrebbe avere una lamina più corta e più larga in modo da poter mettere il piede sul naso del bodyboard con maggiore facilità senza toccare la parete dell’onda. Alcuni rider che vanno in dropknee tagliano gli angoli   delle   pinnette   per   ridurre l’attrito di queste sulla parete dell’ onda.

Laccetti salva-pinnette
Dopo avere speso 50 dollari per un paio di pinnette è giusto investire in un paio di laccetti per pinne. Questi laccetti salva-pinnette normalmente vengono allacciati intorno alla parte posteriore della pinnetta e il velcro (tessuto elastico molto resistente) intorno alla caviglia evitando così di perdere la pinnetta se viene colpita da un’onda. Ci sono anche diversi tipi di lacci per le scarpe che vengono legati intorno a caviglie e pinnette. Entrambi i tipi sono un piccolo investimento per evitare di ricomprare un paio di pinnette nuove, una spesa che vale sicuramente la pena di fare.
Prima di procedere all’acquisto, controlla bene quanto è spesso il materiale della parte posteriore della pinnetta che sta intorno al piede. Se questo materiale è troppo fino, può a volte strapparsi direttamente sulla parte di gomma posteriore che sta intorno al piede e causare non solo la possibile perdita della pinnetta, ma rendere la pinnetta stessa inutilizzabile anche dopo averla recuperata. Detto questo, un buon numero di bodyboarder professionisti sceglie di usare come salva-pinnette lacci per le scarpe. Il motivo di questa scelta è il minor peso e fastidio.
Guanti palmati
I guanti palmati vengono usati quando hai bisogno di quel po’ di spinta in più e di velocità. I guanti palmati sono usati in particolare quando fai surf in piedi con il bodyboard o se stai imparando a fare dropknee e troverai più facile immergere una o entrambe le pinnette. Sono anche comodi per quelle lunghe uscite in mare con grandi mareggiate quando le gambe cominciano ad avvertire i primi crampi e le braccia devono fare il doppio del lavoro.

8.Salva-bodyboard e tappetti.
Salva-bodyboard
Per fare bodyboard nel modo migliore e più sicuro, i rider in dropknee generalmente usano salva-bodyboard legati alle gambe, mentre i rider proni usano salva- bodyboard a spirale per bicipite e per i polsi. C’è una grande varietà di salva-bodyboard, da quelli a basso costo a quelli molto costosi. E’ importante controllare se il salva- bodyboard è allacciato bene per una maggiore sicurezza in mare.
Tappetti per salva-bodyboard
Questi aiutano a sigillare il rivestimento e l’anima del bodyboard, per non far entrare e rimanere incastrata l’acqua dentro la tavola. Alcune persone scelgono di otturare il foro con lo SpongeRez®. Scegli il punto dove vuoi installare il tappetto, sii certo che non sia troppo vicino al bordo, e spingi con un cacciavite attraverso la tavola iniziando dalla parte liscia sul fondo della tavola. Un foro ideale dovrebbe essere perpendicolare alla superficie della tavola e non essere troppo largo. Fatto questo, ora puoi avvitare (usando una moneta) le due parti del tappetto unendole nella posizione corretta fino a che entrambe siano livellate con la superficie della tavola. Fai attenzione che la femmina del tappetto sia nella parte del rivestimento del bodyboard così da poter fissare il salva- bodyboard.

Image

Ci sono diversi punti sulla tavola dove mettere un tappetto. Se la tavola ha un asse, il tappetto non va collocato al di sopra e neanche vicino all’asse. Questo potrebbe portare ad infiltrazioni d’acqua all’interno e raccogliersi vicino all’asse. Se la tavola ha un solo asse, esso sarà situato nel mezzo, quindi metti il tappetto ai lati del bodyboard. Se la tavola ha due assi, allora la parte centrale è libera così che potrai mettere il tappetto al centro del bodyboard.
Per chi fa bodyboard in posizione prona, il tappetto viene inserito di solito su entrambi i lati della tavola, a sinistra o a destra, anche se c’è chi preferisce avere il tappetto per il salva- bodyboard al centro sulla parte frontale della tavola. Se preferisci remare con la mano destra, allora probabilmente avrai il salva-bodyboard sul braccio sinistro e il tappetto sul lato sinistro del tuo bodyboard. Se preferisci remare con la mano sinistra allora farai l’opposto.
Se vai molto in dropknee allora dovresti considerare di usare un salva-bodyboard più lungo con un tappetto inserito nella parte posteriore in entrambi i lati, destro e sinistro, della tavola. Se vai in dropknee normale (piede sinistro avanti, ginocchio destro dietro) allora vorresti avere il tappetto nella parte posteriore destra della tavola, se invece vai in dropknee con il piede destro avanti, ginocchio sinistro dietro  allora  farai l’opposto.

9. Sacche per le tavole
Le sacche per le tavole sono usate per proteggere la tavola da elementi esterni. Possono essere molto utili e funzionali soprattutto quando si viaggia. C’ è un buon numero di diversi tipi di sacche che hanno costi e utilizzi differenti.

Sacche elastiche
Sono le sacche più economiche generalmente costituite da un materiale di spugna elastica. Non hanno maniglie ma sono utili per proteggere le tavole dai graffi.   Non   hanno   tasche  quindi   tutta   l’attrezzatura deve essere stivata nella medesima sacca.
Sacche zaino
Le sacche zaino sono ottime per ogni utilizzo. Le maniglie rendono la sacca facile da portare. La maggior parte di queste sacche hanno almeno una tasca frontale dove mettere tutti gli accessori. Al momento dell’acquisto è importante assicurarsi che la sacca possa facilmente contenere le tavole. E’ possibile anche trovare sacche zaino che contengano due tavole.
Sacche da viaggio
Queste sacche sono chi deve fare viaggi impegnativi con le loro tavole. Sono ben imbottite e possono portare più tavole. La loro superficie riflettente in nylon argentato protegge contro il calore mentre la resistente imbottitura interna protegge le tavole da  oggetti appuntiti e dall’eccessiva pressione dei pesi.

10.Manovre del Bodyboard e Trick 

Rollo Aereo 360°: Una combinazione di 3 mosse già esistenti nel bodyboard inventate da EPPO (Michael Eppelstun) in persona, l’“AIR”, il “ROLLO” e il “360”. Per completare un Rollo Aereo 360 dovresti essere prima capace di eseguire bene queste 3 manovre.
• Come per tutte le manovre aeree, eseguire un Rollo Aereo 360 richiede molta velocità e slancio, la prima mossa è fare una curva decisa alla base dell’onda e mirare verso la parte più ripida dell’onda.
• Il primo movimento è lanciarsi fuori dalla cresta dell’onda eseguendo il Rollo il più in alto e lontano possibile.
• Circa a metà giro del Rollo dovresti cominciare a fare il 360, facendo girare la tavola e il tuo corpo all’interno verso la faccia dell’onda.
• La cosa migliore è provare e completare il 360 mentre si è in aria, ma se questo non è possibile puoi sempre arrivare alla base dell’onda circa a metà giro, mantenendo il tuo peso centralmente sulla tavola, girando la testa e il corpo sull’onda.
• Più sfrutti la spinta dell’onda che ti aiuta ad eseguire la manovra, più il tuo Rollo Aereo 360 sarà pulito e potente.

Invert Aereo: La curva alla base dell’onda è il momento cruciale di questa manovra, individua la sezione, il tempo è decisivo per questa manovra dato che se stacchi il corpo con troppo anticipo dall’onda non concluderai la manovra, troppo tardi non riuscirai a staccare il corpo dall’onda per eseguire la manovra.
• Appena si ha l’impatto con la parte ripida dell’onda se ne deve uscire al più presto. A questo punto la tavola dovrebbe essere avvicinata al corpo per poi allungare le braccia e cominciare a dirigere la tua tavola, verso la spiaggia formando un arco fluido e in linea con il corpo.
•  Ora la parte più difficile rappresentata dall’impatto alla base dell’onda, individua il punto dove andrai ad atterrare e se hai impattato bene la cresta dell’onda, il contatto con quest’ultima dovrebbe attutire l’atterraggio, mentre sei ancora in aria assicurati di essere in posizione allineata sopra la tavola. Preparandoti per l’impatto, reggiti saldamente e completa la manovra uscendo dalla schiuma.
Il Rollo
• Prepara un rollo con una forte curva alla base dell’onda acquistando la maggiore velocità possibile.
• Slanciati fuori dalla parete dell’onda, mirando alla parte più ripida dell’onda.
• Quando la cresta dell’onda comincia a  frangersi, proiettati verso l’esterno seguendo l’arco dell’onda nel momento in cui frange, tirando contemporaneamente la testa all’indietro.
• Il tuo corpo e la tavola dovrebbero ruotare e seguire la cresta dell’onda con un movimento fluido e pulito.
• A questo punto devi ritornare in posizione bilanciando il tuo corpo sulla tavola e prepararti all’impatto.
• Tieni gli occhi aperti e cerca di atterrare in un punto di minore resistenza alla base dell’onda e tieni stretta la tavola in previsione di  un atterraggio difficile.
Suggerimenti minimi
• Mentre esegui il Rollo, lascia che l’onda svolga la maggior parte del lavoro.
• La sincronizzazione deve essere perfetta, accertati di prendere l’onda nel punto in cui ti permetta di avere il massimo della spinta.

• Dopo aver eseguito il Rollo a contatto con la cresta dell’onda, proiettati verso l’esterno.
 Una volta impattato con la base dell’onda, lasciati trasportare dall’onda.

Tenere il tubo in parete    
La cosa più importante da controllare quando si è in parete nel tubo dell’onda è la distribuzione del peso e la posizione sulla tavola. Qui diamo un esempio di come si controlla il tubo su un’onda sinistra.
• Rema forte per prendere l’onda e sposta il peso del corpo avanti sulla tavola. Il tuo peso dovrebbe essere distribuito sul lato sinistro della tavola, con il braccio sinistro che tiene l’angolo del naso del bodyboard. Da ultimo dovresti spostare il peso del tuo corpo in avanti sull’onda.
• Il tuo corpo dovrebbe essere circa per i ¾ spostato in avanti sul lato sinistro della tavola; questo si ottiene spingendo con l’anca sul lato della coda della tavola.
• La tua gamba sinistra dovrebbe realizzare nell’acqua una sorta di estensione del bordo della  tavola. Questo comporta un controllo maggiore sull’onda.
Backflip (giravolta all’indietro)
• La velocità è l’elemento principale per eseguire un buon Backflip.
• Comincia con eseguire una curva stretta alla base dell’onda e  punta   sulla sezione più ripida dell’ onda sfruttando la tua velocità e mirando in seguito al punto più critico dell’onda.
• Colpire la sezione in una posizione abbastanza verticale è fondamentale a questo punto perchè possa venire proiettato fuori dalla cresta dell’onda.
• Quando ti sei lanciato, cerca di andare il più in alto possibile e prova a proiettarti fuori dalla cresta dell’onda, avvicina la tavola al corpo e slancia la testa all’indietro sfruttando questo momento per distendere le gambe e il resto del corpo oltre la testa con un movimento di rotazione.
• La parte più difficile è l’impatto con la base dell’onda  e  dato  che  il  movimento  si  svolge all’indietro dovresti impattare con il peso del tuo corpo centrato e distribuito uniformemente  sulla tavola. La manovra sarà completata nella schiuma portando il naso della tavola sul lato opposto della faccia dell’onda e continuando nella direzione con la quale si è iniziato.

Curva alla base dell’onda
La curva alla base dell’onda è l’elemento chiave per eseguire buone manovre con il bodyboard; manovra capace di imprimere velocità e slancio.
• Rema forte sull’onda e quando senti che l’onda ti ha preso, sposta il tuo peso verso la coda della tavola e muovi la tua anca sulla sponda all’interno più vicina alla parete dell’onda.
• Quando ti prepari a prendere l’onda a sinistra, inclinati verso la parte sinistra. Quando vai a destra, muovi la tua anca verso l’angolo destro della tua tavola.
• Inclinati verso la direzione che hai preso sull’onda e pensa dove vorresti che questa linea ti portasse. Usando le braccia per aiutarti a controllare la tavola, prendi velocità all’estremità del tubo con potenza controllata.
• Dovresti fare attenzione a non andare troppo alla base dell’onda prima di fare una curva che ti proietterà poi in parete; perché questo potrebbe originare un rallentamento immediato della tavola con conseguente perdita di velocità ed equilibrio.
 
Cutback (inversione di rotta di 180°)
Il cutback è una delle manovre fondamentali nel bodyboard. Se eseguita correttamente, può anche essere una delle più spettacolari e radicali per questo sport.
• Elemento fondamentale di un buon cutback è la velocità. Con la velocità acquisita dal tuo bottom turn, focalizza il punto dove vorresti cominciare a disegnare la tua curva per eseguire la manovra.
• Dovresti essere certo che stomaco ed anche sono sulla parte del rivestimento della tavola e che entrambe le gambe sono fuori dall’acqua in modo da acquisire il massimo della velocità.
• Una volta che sei uscito dall’onda e ti ritrovi di fronte alla parete, fatti trasportare sulla cresta dell’onda, spostati leggermente in avanti e ruota la tua testa all’indietro verso l’onda per iniziare il tuo Rollo. 
• Muovi la tua anca all’interno dell’angolo della coda della tavola. Questo ti aiuterà a non perdere il controllo mentre ti giri sulla parete dell’onda.
• Per mantenere una certa fluidità durante il cutback, fai in modo che le gambe tocchino solo la superficie dell’acqua per evitare di farle muovere
• Quando il cutback è stato completato al 90%, comincia a ribilanciare il tuo peso sulla tavola e gira la testa nella direzione che vuoi prendere.

Ruotare a 360°
• Per iniziare la rotazione, prendi velocità facendo una curva alla base dell’onda.
• Una volta che hai abbastanza slancio esegui una piccola curva sulla parete dell’onda vicino al tubo dell’onda.
• Sposta il tuo peso verso il centro della tavola per liberare il bordo interno.
• Ora alza le gambe e gira il tuo corpo fino a vedere le tue pinnette, questo ti aiuterà nel movimento di rotazione.
• Guarda sempre nella direzione verso cui stai ruotando e, una volta completato il giro, sposta il tuo corpo indietro sulla tavola, ritorna in posizione in modo composto e continua l’onda. Il segreto per eseguire un giro veloce è avere abbastanza velocità iniziale. Più prendi velocità, più facile è fare la rotazione.
Ruotare a 360° verso la schiuma dell’onda   
• Per iniziare il movimento di rotazione, prendi velocità facendo una curva alla base dell’onda.
• Una volta che hai abbastanza slancio fai un cutback deciso e potente in cima alla parete dell’onda.
• Sposta il tuo peso verso il centro della tavola per liberare il bordo interno.
• Ora solleva le gambe e gira il tuo corpo fino a vedere le pinnette, questo ti aiuterà nel movimento di rotazione.
• Guarda sempre nella direzione verso cui ti stai girando e, una volta completato il giro, sposta il tuo corpo indietro sulla tavola, ritorna nella tua posizione in modo composto e continua l’onda. Il segreto per eseguire un giro veloce è avere abbastanza velocità per iniziare a farlo. Più prendi velocità, più facile è la rotazione.

4.Glossario
Arcel= è un mix di schiuma in polietilene e polistirene espandibile. Utilizzata sopratutto negli anni 80’ per realizzare tavole da Bodyboard. E’ una schiuma leggera e resistente, ha un costo sul mercato relativamente basso e viene utilizzata solitamente per realizzare bodyboard economici per un livello base-intermedio.

Barrel= tubo dell’onda. Parola usata anche per la manovra stessa.

A.R.S. (Air Rollo Spin)= Rollo Aereo 360. Manovra composta dalla combinazione di un Rollo e un 360 eseguiti in aria.

Bottom= fondo della tavola

Bottom Skin= è il materiale che costituisce la parte inferiore della tavola da Bodyboard. I materiali più usati per realizzare la superficie del fondo della tavola sono il Kraylon e il Surlyn.

Bottom turn= curva alla base dell’onda. Tra le manovre base è quella più importante perché determina la velocità e l’impatto con l’onda.

Chopes= onda molto tubante con cresta spessa (più di un metro). Sono tipi di onde prettamente da Bodyboard. Sono onde pericolose che rompono su fondale basso e roccioso.

Core= anima del Bodyboard. Le anime più usate sono il PP e il PE.

Deck= rivestimento esterno impermeabile, parte superiore del Bodyboard dove si poggiano corpo e braccia.

Ethafoam= materiale in poliestere costituito da una schiuma in Polietilene di media densità.
Molto resistente ed elastico in acqua; il suo impiego per la realizzazione delle tavole è ancora raro.

Fins= pinnette da Bodyboard. Rispetto alle normali pinne, le pinnette da Bodyboard hanno caratteristiche e forme diverse. La lunghezza è nettamente inferiore rispetto ad una normale pinna, la maggior parte hanno una forma che ricorda quella della coda di un pesce e sono più larghe per fornire una maggiore spinta e stabilità sulla parete dell’onda. Sono più care rispetto alle pinne normali e il loro prezzo varia a seconda della loro morbidezza e dei materiali impiegati.

Fin Savers= laccetti salva-pinnette. Sono necessari quando si fa bodyboard su onde grandi e potenti di risacca.

Holding an edge= mantenere l’euilibrio e la stabilità nel tubo dell’onda.

Leash= laccio salva-Bodyboard. E’ costituito da un laccio spesso in plastica che viene stretto attorno al bicipide o al polso. Il più usato è quello da bicipide.

Lip=
cresta dell’onda. Il lip può essere spesso o fino a seconda del tipo di onda. Le onde con un tubo largo e rotondo tendono ad avere un lip molto spesso; mentre le onde che frangono molto lentamente su un fondale alto non hanno lip.
Mesh= sono celle a forma di nido d’ape unite tra loro e sostituiscono le stecche in carbonio. I mesh sono più costosi rispetto agli stringers e in questi ultimi anni stanno avendo un grande sviluppo nel mercato del Bodyboard.

Nose=
naso della tavola. Parte anteriore della tavola.

Plug= piccolo tappo che viene inserito nella parte anteriore del rivestimento della tavola. E’ fondamentale per la sicurezza in mare, in quanto serve a fissare il leash nel Bodyboard.

Polietilene (PE)= è il materiale che costituisce l’anima del Bodyboard. E’ il poliestere più mordibo sul mercato per la realizzazione di tavole professionali. La sua caratteristica principale è quella di adattarsi perfettamente alla forma del corpo del rider. Dà ottime prestazioni in acque fredde e, a differenza del Polipropilene, non è adatto in acque calde, per via dell’ eccessiva morbidezza e flessibilità del materiale.

Polipropilene (PP)= è il materiale che costituisce l’anima del Bodyboard. E’ un poliestere più duro rispetto agli altri e la sua caratteristica principale è quella di avere una maggiore durata e una maggiore durezza, in modo da evitare ammaccature e pieghe. E’ il più costoso materiale tra i poliesteri impiegati per realizzare tavole da Bodyboard. Adatto per chi surfa in acque calde.

Raider=
bodyboarder, colui che cavalca le onde con la tavola da Bodyboard.

Rails= bordi esterni del Bodyboard, fondamentali per il controllo della   tavola   sulla   parete dell’onda. La loro inclinazione angolare varia a seconda del tipo di onda che si surfa. Le tavole più richieste oggi hanno bordi 50/50 e 60/40.

Slick=
parte liscia inferiore della tavola a contatto con l’acqua (opera viva). Fondamentale come componente per la realizzazione di una tavola da Bodyboard in quanto la sua funzione principale è quella di far scivolare velocemente il Bodyboard sulla superifice dell’acqua.

Softlon= polietilene a maglie incrociate. Molto simile al Zote Foam come schiuma per anime di Bodyboard si differenzia dalle altre schiume per la sua maggiore elasticità, flessibilità ed ottima resistenza agli agenti chimici . La schiuma è costituita da azoto espanso.

Stringers=
stecche in Carbonio inserite all’interno della tavola. La loro caratteristica principale è quella di aumentare la rigidità della tavola e fare in modo che il Bodyboard non si spezzi o si pieghi il Bodyboard quando vengono eseguite le manovre.
Si possono inserire da 1 a 3 stecche all’ interno della tavola, il numero varia a seconda delle esigenze del rider e del tipo di tavola.

Tail= coda della tavola. Parte posteriore del Bodyboard. Può essere di diverse forme, le più utilizzate oggi sono Crescent Tail e Bat Tail.
• Crescent Tail, coda a forma di mezza luna, ideale per chi fa bodyboard su onde grandi e tubanti, ottimo controllo in parete dell’onda.
• Bat Tail, coda a forma di ali di pipistrello, ideale per eseguire manovre di rotazione e per chi fa bodyboard su onde di piccola-media grandezza.

Trick=
manovra

Wave pocket= sezione dell’onda dove si forma il tubo.

Wave surface=
parete dell’onda.   

Wax= paraffina; può essere di due tipi, morbida o dura. Quella morbida viene impiegata in acque fredde; mentre quella dura in acque calde o temperate.

Waxing the board= mettere la paraffina sulla tavola.

Zote Foam= schiuma in Polietilene costituita da celle unite a maglie incrociate. E’ una schiuma flessibile, elastica, impermeabile e ha una buona resistenza ai raggi ultravioletti.

Siti web consultati:
www.bodyboardingbase.it
www.unbelievebodyboard.it
www.riptidemag.com.au
www.ebodyboarding.com
www.fluidzone.com
www.bossitup.com
www.radical.it
www.frasi.net
www.arin.es

dizionari consultati:
Fernando Picchi
Garzanti

Riviste consultate:
Movement Magazine
Radical Magazine
Riptide Magazine
Vert magazine


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