Materiali sardi per prestazioni eccezionali. Fatidico l’incontro con una start-up algherese che realizza prodotti ad alta tecnologia ed ecosostenibili

La storia comincia sulla costa nord ovest della Sardegna. Sole, sale e un amore intenso che non sfuma nemmeno con la distanza. Luca Oggiano nasce a Sassari il 2 gennaio 1980. In principio fu il surf.

«Surfo ormai da 20 anni. Sono cresciuto fra Porto Ferro e la Marinedda, la Speranza e la Torretta, Platamona e Marritza. Non sono bravissimo ma mi diletto e mi diverte particolarmente». L’iscrizione all’università rimescola le carte. Ma non è un addio, piuttosto un arrivederci. Si trasferisce in Piemonte per studiare, il mare è lontano dalle Alpi e deve abbandonare la sua tavola. Si laurea al Politecnico di Torino e nel 2004 sbarca sui fiordi norvegesi per scrivere una tesi incentrata sull’aerodinamica nel mondo dello sport. Per circa 12 anni collabora con il Comitato Olimpico norvegese focalizzando la sua attenzione sull’aerodinamica applicata ai problemi dello sport, in particolare quelli invernali fra cui lo sci, il salto con gli sci, lo sci di fondo, il bob e lo sci-cross.

«Da cinque anni mi sono trasferito nel sud della Norvegia, zona che è un po’ il punto di riferimento per i surfisti: ci sono delle onde bellissime e nonostante il freddo si riesce a fare del buon surf. Oggi vivo davanti alla spiaggia e ho la possibilità di surfare ogni volta che il lavoro me lo consente. Lo faccio nelle giornate in cui ci sono 10 gradi, in quelle in cui ce ne sono 5 ma anche a -10° o a -20°». Per chi vive il surf e la professione come continua ricerca, gli incontri sono fondamentali. Il meccanismo è quello delle sliding-doors. Accade così che lo scorso luglio, ad Alghero, Luca Oggiano e il progetto Alter Ego-Factory di tavole da surf a elevato tasso di eco sostenibilità e alte prestazioni si incontrano. E si piacciono.

Basso impatto. «Claudio, uno dei soci di maggioranza della società, mi ha coinvolto in una fase di riorganizzazione interna, mi ha portato a vedere la factory e raccontato la mission aziendale che genera prodotti a basso impatto ambientale ma ad alta performance – spiega Oggiano –. Un top di gamma insomma, con il made in Italy a garanzia di un prodotto di alta qualità e l’impiego del sughero di Sardegna come richiamo all’identità. L’utilizzo del sughero nelle tavole da surf era un pallino che avevo in testa da tanti anni: è stato amore a prima vista». Un passo indietro. Luca Oggiano nella sua vita ha avuto l’opportunità di vivere in Australia e alle Hawaii, luoghi di culto del surf che lo hanno fatto migliorare nell’approccio sportivo alla disciplina e in quello scientifico. «In Australia sono migliorato parecchio – sorride –. Proprio lì ho contatti di lavoro legati al ciclismo, e una volta stabilita la connessione con Alter Ego ho portato lì le loro tavole. Ho trascorso 10 giorni all’università di Wollongong e ho compiuto dei test molto avanzati su rigidezza torsionale e in flessibilità del prodotto, e ancora su frequenze, durezza, resistenza e risposta agli urti e alle sollecitazioni – prosegue Luca –. Gli esiti sono stati positivi e interessanti, ma ci tengo a sottolineare che questo approccio, per quanto riguarda il surf e i test, è assolutamente innovativo e non è mai stato utilizzato da nessuno prima. Entriamo in un ambiente prettamente ingegneristico passando attraverso un mezzo, la tavola, che non è mai stata sviluppata o testata in questo modo». Idrodinamica, aerodinamica, risposte strutturali. La scienza sembra dominare la scena in questa storia nata all’ombra della poetica filosofia dell’onda.

Qualcosa di diverso. Ma il racconto, per quanto futuristico, si radica a fondo nella sabbia delle spiagge isolane e sui frangenti che le accarezzano fomentati dal vento. «Io sono sardo, loro sono sardi. Professionalmente posso dire di essere abbastanza conosciuto nel campo dell’aerodinamica sportiva. Collaborare da consulente con Alter Ego era un’opportunità interessante dal punto di vista della parte prettamente ingegneristica e in un quadro di sviluppo delle performance. Mi ci sono buttato a capofitto». Alessandro Danese, general manager della società con sede ad Alghero, naviga sulla stessa lunghezza d’onda: «Il nostro settore è basato sull’impiego di tecnologie tendenzialmente datate. Noi volevamo qualcosa di completamente diverso. Cerchiamo di attivare un ciclo produttivo caratterizzato da una consistente riduzione delle immissioni: quel che entra in azienda esce dall’azienda come prodotto finito – sottolinea Danese –. Soprattutto, utilizziamo materiali ecosostenibili come la resina bio e il sughero. Immaginiamo e realizziamo tavole sostenibili e performanti, più leggere, capaci di flettere in maniera unica, dotate di un ammortizzatore dell’impatto derivante dall’impiego del sughero che è il nostro fiore all’occhiello. Ricerchiamo l’eccellenza oltre il semplice aspetto artistico, siamo una start-up che ha le idee ben chiare in mente. Inizieremo la commercializzazione in primavera, ma abbiamo già avuto i primi contatti con alcuni potenziali clienti. C’è grande interesse a livello internazionale».

Luca Oggiano e Alessandro Danese sono due ingegneri, parlano la stessa lingua. La costa sarda ha celebrato il loro battesimo del surf – come loro quello di altri rider di Alter Ego – e alimentato in loro un grandissimo rispetto per l’ambiente circostante. I tasselli del puzzle combaciano alla perfezione e danno vita a un progetto unico nel suo genere peraltro ancora in fase embrionale: tavole waste free, sostenibili e top di gamma. I riscontri ci sono. I margini di crescita? «Immensi. Il mercato è completamente vergine.

https://alteregosurf.com/

Fonte: La Nuova Sardegna


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