ImageCiao a tutti.
Come promesso all' amico Kanu, invio le foto ( scatti freschi freschi di mezz' ora fa ) realtive ai lavori di costruzione delle barriere soffolte, che interesseranno il litorale di Varazze ( verosimilmente fino alla prossima estate ) a partire dal molo di levante alla foce del torrente Teiro, fino ad arrivare al molo di Santa Caterina. In poche parole,....

una bella discarica di massi che correrà parallela alla spiaggia, ad una distanza di circa 75 metri dalla costa, e che andrà ad elevarsi dal fondale ( profondo in quella zona più o meno 5 metri ) fino a raggiungere una profondità di 1,5 mt sotto il livello medio del mare.

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In gergo, una bella BARRIERA SOFFOLTA...
Il tutto, per un costo di qualche milione di euro, con il solo scopo di BLOCCARE LE ONDE, o meglio farle frangere al largo, per far acquistare ai titolari delle concessioni demaniali marittime ( che si faranno carico, in parte, dei costi dell' opera ) qualche metro di spiaggia in più, senza il timore di dover ritirare sdraio e ombrelloni nella ( sempre più rara ) ipotesi di una bella mareggiata estiva.
Secondo i più ottimisti, ma io preferiei dire gli ignoranti, la cotruzione delle barriere potrebbe portare vantaggi anche ai surfisti, che potrebbero godere di un fonte  d' onda bello lungo, che rompe al largo rispetto alla spiaggia, ecc. ecc. ecc.
STRONZATE.
Chi ha un minimo di conoscenze in merito al meccanismo di formazione di una buona onda da surf, sa benissimo che qualsiasi barriera, che si erga per circa 3 metri e mezzo dal fondo marino fino ad arrivare alla profondità di cui sopra ( un metro e mezzo dal livello medio del mare ), produrrà di certo un' onda, questo è sicuro, ma visto il profilo della scogliera ( parallela alla spiaggia e bella dritta come una pista di aeroporto ) e la sua profondità rispetto alla superficie, non sarà niente altro che un CLOSE OUT clamoroso, destinato a formarsi soltanto con le mareggiate più grosse e ad ammosciarsi immediatamente sul nascere visto che:
1) a terra della barriera, ci sarà di nuovo acqua profonda come prima, fino a che, col tempo, il fondale interno non verrà colmato dai sedimenti;
2) la barriera sarà orientata più o meno su un asse Est - Ovest, e quindi perpendicolare rispetto alla direzione della maggior parte delle mareggiate;
3) l' ipotesi di eventuali modifiche al progetto, pensate al fine di creare un fronte d' onda decente ( come mi risulta sia già stato fatto da qualche parte dell' Australia ) pare sia stata scartata per l' aumento dei costi che avrebbe potuto comportare.

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Visto e considerato quanto sopra, pare lecito concludere che dette barriere non abbiano nulla a che spartire nè con il surf nè coi surfisti, sopratutto se si tiene conto che il loro scopo è proprio creare un frangente al largo e farlo ammosciare subito dopo, per evitare che la forza delle onde arrivi fino a terra a rompere le palline ai turisti ed ai proprietari dei bagni...
In buona sostanza: facciano pure i loro lavori, buttino giù massi fin che vogliono, ci tolgano uno spot tra i più belli della Liguria ma almeno EVITINO DI PRENDERCI PER IL CULO!

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Ce lo hanno menato abbastanza già in fase di progettazione, con riunioni, promesse e belinate varie, e gli unici risultati visibli sono per ora una processione di camion e una bella ruspa che ci sta distruggendo uno spot.
Già, dimenticavo: LO SPOT.
Lo spot che andrà perduto per sempre è niente altro che BACKDOOR VARAZZE, un bel beachbreak con le contropalle, un basso fondale a levante della foce del Teiro ( ma c'è bisogno di spiegarlo? ) capace di regalare, nei giorni buoni, destre pulite, potenti e lunghissime... ( e non sto ad inviare le foto delle sue onde migliori, perchè l' amico KANU ne avrà di sicuro di più belle delle mie ).
Come si può vedere dalle foto che allego, hanno già iniziato i lavori.
Al principio hanno cominciato ad allungare il moletto fino a raggiungere i fatidici 75 metri dalla costa, poi hanno piegato decisamente a levante in direzione del molo di S.Caterina.
Continueranno a scaricare roba fino quando la diga non sarà completata, poi interverranno a livellare i materiali con un pontone, con una ruspa o con che cosa non so, fino a che la barriera non raggiunga le dimensioni e la forma voluta.
Là dove d' inverno si stava ad aspettare un' onda gelida ma perfetta, increspata di tramontana e liscia dell' acqua dolce portata giù dal fiume, ora lavorano le ruspe.
Dove la voce dell' onda si faceva quasi ruggito, e quella splendida liquidità si innalzava come una muraglia, liscia come una seta e potente come un tornado, fino a chiuderti in un tubo impossibile ed a sbatterti a terra senza pietà, sempre e comunque sull' unico sasso di una distesa perlatro sabbiosa,  si sentono ormai soltanto rumori dei diesel, puzze di nafta e d' acqua fangosa alternate ai tonfi sordi dei massi e del pietrame, scaricati di continuo da una processione di camion da cava. ( Lacrimoni d' obbligo...)  E scusate il momento di nostalgia!

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Dal punto di vista dei pescatori, che potrei al limite condividere anch' io ( quando non si ha più il fisico per fare surf, non ci resta che darsi alla pesca! ) la barriera potrebbe comunque portare un pò di pesce di scoglio, visto che, fino a quando in mare si vanno a buttar sassi, non si fa altro che creare delle tane.
Anche questo ragionamento, però, è giusto fino a un certo punto.
Se all'esterno della barriera si andrà a creare una scarpata sassosa, tipo la diga foranea di un porto, di sicuro qualche polpo potrà anche farsi vivo, giusto per andarsi a suicidare contro la fiocina dei tanti morti di fame che, specie in periodo estivo, non si fanno scrupolo di depredare il mare e di assassinare polpi invisibili da 20 grammi o poco più.
Nello specchio acqueo interno, invece, stante l' altezza della barriera e la sua relativa vicinanza alla costa, specie nei periodi di calma estiva si potrebbe assistere ad una riduzione considerevole sia del ricambio idrico che dell' ossigenazione delle acque più profonde, con conseguenti fenomeni di surriscaldamento, comparsa di mucillagini ad anossia dei fondali.
In poche parole, e vorrei tanto potermi sbagliare, ci sarà il rischio di creare, all' interno delle barriere in questione, una specie di laguna puzzolente, torbida e quasi del tutto priva di ossigeno, dove le onde non si vedranno nemmeno col binocolo e all' interno della quale le uniche forme vitali in grado di prosperare saranno:
a) i proprietari degli stabilimenti balneari, che si fregheranno le mani per aver potuto piantare con tutta tranquillità una o due file di ombrelloni in più;
b) i tanti TURISTI SFIGATI CON LA PAURA DEL MARE ( con tutto il dispregio che, per un surfista, il termine può comportare ), i quali, in cambio della certezza di nuotare in acque calme, senza il PERICOLO di AFFOGARE nelle rare volte in cui il Mar Ligure si degnerà di regalarci qualcosa in più, rispetto alle solite scoreggine estive da 40 centimetri, si troveranno a tutti gli effetti a fare il bagno in  un mare di M.....
Bella rumenta!                                                                                                                                           
PS: volevo scrivere MELMA, perchè avete subito letto MERDA?
Che branco di malfidati....
Francesco 

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