“Sarà più difficile se non impossibile fare il bagno in mare, ancor più difficile sarà farlo in piscina”

13-04-2020 - L’emergenza sanitaria, secondo gli esperti, dovrebbe placarsi entro poche settimane. Ma ciò non ci darà il via libera per riprendere una vita normale e riappropriarci della solita routine. Ci saranno comunque delle regole da seguire. Il professor Giulio Maria Ricciuto, direttore di medicina d’emergenza della Asl Roma 3 e primario del pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, in una intervista al Messaggero, è ottimista ma prudente: “Le misure di contenimento stanno funzionando. L’errore sarebbe smettere. Occorre non vanificare tutti questi sforzi e questi sacrifici. Le pandemie non si combattono in ospedale, ma sul territorio. Tutti insieme, è un risultato della collettività”

Anche la stagione estiva risentirà: “Bisogna essere cauti e prudenti. Tecnicamente sarà possibile, in estate inoltrata, andare in spiaggia ma mantenere sempre le dovute distanze tra le persone e gli ombrelloni. Bisognerà comunque indossare mascherine e guanti. Per questo sarà più difficile se non impossibile fare il bagno in mare, ancor più difficile sarà farlo in piscina. Oltre alle corrette distanze, non si dovranno registrare file all’entrata degli stabilimenti e soprattutto bisognerà rispettare le opportune misure sulle spiagge libere dove ci sono meno controlli”.

Liguria potrebbe cominciare a “disobbedire”
La novità adesso è che la Liguria potrebbe cominciare a “disobbedire” autorizzando una lista più lunga di attività ritenute cruciali per l’economia del territorio e adatte a ripartire in condizioni di sicurezza. Il presidente Giovanni Toti ha annunciato che nel pomeriggio di Pasquetta ci sarà una riunione con gli assessori Viale e Giampedrone e con i tecnici per ragionare sull’applicazione delle nuove misure. L’obiettivo sarà varare un’ordinanza regionale con alcune deroghe al decreto: la Regione può farlo perché si tratta di una materia di legislazione concorrente.

Tra i settori più delicati c’è quello degli stabilimenti balneari. È evidente che sarà impossibile iniziare la stagione finché le persone non potranno muoversi di casa per andare in spiaggia. Ma il nulla osta consentirebbe almeno di partire con gli allestimenti e cominciare a ragionare sulle norme di distanziamento: come disporre i lettini, come regolare gli accessi, come provvedere alla sanificazione degli spazi comuni. Tutte problematiche che non potranno essere risolte in un batter d’occhio quando arriverà il via libera alla tintarella. A chiederlo sono soprattutto i sindacati di categoria, che però – a parte alcune sigle minori – hanno messo le mani avanti: si riapre solo se ci sono le condizioni di sicurezza.


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