ImageDamien Poullenot fotografo di surf, 30 anni, è diventato in alcuni anni una figura di primo piano della fotografia di surf.  Ecco una intervista di Mango-Surf (tradotta da Surftotal) dove si è voluto sapere un po'di più su questo fotografo che immortala le più belle onde...

Ciao Damien! Si è visto il tuo nome sulle fotografie ufficiali ASP durante tutta l'estate, ma chi si nasconde realmente dietro questi diritti d'autore?

Ho 30 anni, sono sposato ed ho due figlie: di 2 anni e mezzo e di 10 mesi. Abito a Hossegor, nella casa della famiglia di mia nonna che mia moglie ed io abbiamo ricomprato.

Sei originario di Pau, tuttavia hai passato molto tempo sulle spiagge delle lande. Viene da qui l'attaccamento per questa regione?

I miei genitori abitavano a Pau, mia nonna aveva una casa a Hossegor (in fondo della Gravière) che oggi mi appartiene. Vi ho passato tutta la mia infanzia...

Il tuo primo incontro con le onde è avvenuto con il bodyboard?

Si era dietro casa mia con la mia spugna. Non un surf: i miei genitori lo trovavano quello troppo pericoloso!

ImageOggi sei un fotografo di surf affermato. Tuttavia ti eri rapidamente orientato verso un altro settore: l'ambiente marino...

Il body quindi il surf ed i viaggi sono sempre stati una passione, ma non avrei mai pensavo un giorno di poterci vivere. Ero anche appassionato dai miei studi universitari, ma la realtà del mondo del lavoro in questo settore mi ha fatto decidere in un'altra direzione!

Cosa è che ha determinato la tua scelta decisiva verso la fotografia?

Mi è sempre piaciuto come hobby, ed era soltanto cosi'! Poi mi sono finalmente detto che bisognava tentare almeno una volta di vivere di questa passione! Ho iniziato 5 anni fa con le scuole di surf (per niente bello, ma molto proficuo), quindi le mie attitudini alla fotografia acquatica, mi hanno poco a poco creato un posto in quest'ambiente molto duro ed aggressivo. Il riconoscimento è soprattutto venuto grazie alle fotografie acquatiche che sono - è vero - la parte che mi appassiona più.

ImageCome si sono svolti i tuoi primi passi nella fotografia professionale?

Ho creato Bronti foto nell'estate 2002 dopo aver scattato con le scuole di sci (molto duro) a Font Romeu. Ero il primo ad essere passato al digitale ed è andata molto bene. Appena ho tirato su un po' di soldi, mi sono comperato una "custodia" che ho adattato alle mie macchine digitali e sono stato il primo a fare la fotografia acquatica in digitale.
All'inizio i miei concorrenti non mi consideravano tanto, ma hanno rapidamente cambiato parere, poiché nell'acqua, restavo ore mentre loro dovevano uscire ogni 36 scatti (per cambiare il rullino)! Tutto si è evoluto delicatamente...
Trip surf mi ha fatto fiducia, quindi gli altri mags francesi ed europei.
E anche alcuni internazionali. Quindi è venuta la ASP che è un lavoro che prende  molto, ma appassionante. Ho comunque sempre lavorato a parte su altri temi e progetti oltre il surf, soprattutto per istituzioni.

Da alcuni anni lavori insieme a Laurent Masurel. Come si è instaurata questa collaborazione?

In realtà non è da alcuni anni, ma sin dall'inizio. Piuttosto che scontrarci abbiamo preferito associarci. All'inizio era giusto su alcuni lavori, alla fine su tutto. L'unione fa la forza e si è vincenti su tutta la linea.

Come fotogravo hai un'altra visione del surf?

È sicuro che per me il surf è un affare e che ci sono molti punti non molto positivi, ma è lui che mi fa vivere allora... Comunque stando tanto in acqua ti fai prendere dallo spirito di libertà che ti induce questo sport, e alle volte ho realmente l'impressione di condividere momenti incredibili di chi surfa.

A volte non è frustrante dovere prendere fotografie anziché andare surfare?

Mi fa comunque piacere essere in acqua: e poi è lavoro!

ImageQuale attrezzatura usi?

2 Canon eos 1dmark 2 con molti obiettivi: dai 15 mm ai 600 e la mia custodia stagna Aquatech (il mio bambino).
Con Laurent, la nostra società ci permette di avere molta attrezzatura sia per la fotografia e video. Ma la chiave sono gli obiettivi professionali, che sono certamente molto costosi, ma il risultato non è comparabile con gli obiettivi di media gamma.

Come è un giorno tipo di Damien Poullenot?

No. non ne esiste uno uguale all'altro. Ma il mio giorno tipo preferito sarebbe foto nell'acqua di sunrise fino a mezzogiorno quindi ballare la sera sulla spiaggia o dovunque altrove, basta per lavorare con le luci calde della sera.
Ma la realtà è diversa purtroppo: l'80% del tempo è dedicato al commerciale e amministrativo.

Il vostro lavoro vi permette di viaggiare ai quattro angoli del mondo, cosa vi rimane alla fine di un trips?

Le varie culture sono ovviamente un arricchimento personale enorme. Ma ultimamente è sempre più duro lasciare la famiglia a casa.

Quale è stato quello più significativo? E Perché?

Ho un debole per l'America centrale e del sud dove avevo fatto già cinque anni una piccola scappatella di 3 mesi partendo per l'Equador e passando per le Galapagos, il Perù, la cordigliera delle Ande, la Bolivia ed il Cile.

ImageQuale è stata la peggiore session di fotografia?

Il mento, Hawaii a Sandy Beach (7 punti di sutura).

Fino ad oggi, quale è la fotografia di cui sei più fiero?

Una fotografia di C.J Hobgood presa da dietro su una Mundaka grande ed anche quella di Fredo Robin a Fernando di noronha che ha fatto la couv'di Surf Session ed un piccolo giro del mondo sulle riviste surf!

Quali sono i clichés più richiesti dalla stampa surf?

Le fotografie dall'acqua con precisamente quest'angolo abbastanza speciale di presa di vista con dietro che è molto duro a realizzare.

Quali consigli daresti ad un giovane che vuole fare il tuo lavoro?

Ci si può riuscire, ma occorre lavorare enormemente e provare a differenziarsi al massimo (soprattutto non fare soltanto surf!). Ma nessun fotografo di surf che conosco ha fatto fortuna...

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Consultate il sito Internet di Damien Poullenot!


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