Filippine
Litorale diventato paradiso del surf
È l'ultima eredità del capolavoro che Coppola girò su una spiaggia dell'arcipelago nel 1979. Le vecchie tavole abbandonate dal cast hanno fatto nascere la passione e ora un florido business
 
"Mi piace l'odore del napalm di mattina". È una delle frasi celebri della storia del cinema: pronunciata in "Apocalypse now" da Robert Duvall, nei panni del colonnello Kilgore, un ufficiale in Vietnam che ordina ai suoi uomini di fare il surf, indifferente alla battaglia con i vietcong che si svolge sullo sfondo. La scena, come gran parte del film, fu girata da Francis Ford Coppola nel 1979 in una remota zona delle Filippine, costruendo da zero per l'occasione un villaggio vietnamita che doveva essere bombardato e distrutto, insieme a una bella striscia di giungla circostante, dall'aviazione americana. Ma l'area delle riprese non era disabitata: piccoli villaggi di pescatori filippini punteggiavano la costa e per i bambini l'arrivo di una troupe di cineasti da Hollywood fu una specie di festa. Nascosti a distanza di sicurezza, torme di ragazzini guardarono a bocca aperta la scena del surf e del bombardamento al napalm, fino al giorno in cui il regista disse che andava bene e ripartì per andare a girare da un'altra parte.

Ma Coppola non si portò via tutto. Nel caos delle riprese di "Apocalypse", uno dei capolavori del cinema ma anche uno dei film più costosi e fuori budget, un'enorme quantità di attrezzature venivano gettate via o abbandonate, quando non servivano più. E così fu fatto anche per le tavole da surf dei marines agli ordini del "colonello Duvall". Edwin Nomoro, un filippino che allora aveva 10 anni, residente nel vicino villaggio di Baler, non perse tempo: "Io e i miei amici andammo immediatamente a recuperarle e imparammo da soli a fare il surf. Da allora non abbiamo più smesso di cavalcare le onde". Ora la Bbc è tornata sul luogo di quella indimenticabile carica di "cavalleria", gli elicotteri comandati da Duvall nell'azione (al suono della "Cavalcata delle valchirie" di Wagner), e ha visto il risultato: oggi la spiaggia di Baler è diventata una meta turistica, attirando soprattutto appassionati di surf. File di alberghi e di stabilimenti balneari sono sorti là dove il colonnello inalava a pieni polmoni l'odore del napalm. Decine di migliaia di surfisti vi si recano da tutte le Filippine e anche dall'estero, per gettarsi su onde di particolare potenza e altezza, proprio come nel film.

Tutto è cominciato con il giovane Nomoro, che ha dapprima insegnato agli amici l'arte del surf e poi ha fondato la prima federazione di questo sport, che in precedenza non esisteva nelle Filippine. Quest'anno, scrive il Times di Londra riprendendo il servizio della Bbc, la federazione surf filippina otterrà per la prima volta il diritto di iscriversi alla International Surfing Association, la federazione internazionale, un riconoscimento della qualità dei suoi praticanti. E da qualche parte in un bar di Baler si possono ancora trovare le tavole originali di "Apocalypse now", quelle recuperate dai figli dei pescatori. "I Charlie non fanno surf", diceva sprezzante nel film di Coppola il colonnello con il cappello a larghe falde da soldato nordista, usando il nomignolo con cui i militari americani chiamavano i vietcong: che non avevano certo tempo per cavalcare le onde, impegnati com'erano a vincere la guerra contro un nemico mille volte più potente. Ma hanno fatto il surf e continuano a farlo i filippini, grazie al dono lasciato loro inconsapevolmente dall'ufficiale a cui piaceva "l'odore del napalm di mattina". 
 
Fonte: Repubblica
 
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