Richard Kenvin ha organizzato l'Hydrodinamica: Remember The Future, la rassegna inaugurata il 28 gennaio 2012 a Loft 9 and Space 4 Art di San Diego. Immancabile per chiunque abbia mai sognato il mondo a onde.

Perché è proprio dedicata al leggendario pre-beatnik del surf, Bob Simmons(1919-1954), inventore della tavola leggera, portabile e aerodinamica che sostituì le mastodontiche e pesantissime tavole di legno polinesiane.

Negli anni Quaranta Simmons, che aveva studiato ingegneria all’università ma senza laurearsi ed era riuscito a scampare la chiamata alle armi per la seconda guerra mondiale grazie a un provvidenziale incidente in bicicletta, era una figura estremamente popolare sulle spiagge che da Malibu corrono a sud fino al confine messicano. Mentre i ragazzi della sua età erano a combattere in guerra o ad ammuffire sui banchi dei college nella speranza di un avvenire sicuro, Bob viveva solo al presente, autenticamente zen assai prima che la California scoprisse la New Age. Dormiva nel suo camioncino Ford, attrezzatissimo, mangiando fagioli di soia in scatola scaldati su un fornellino da campeggio. Surfava all’alba sulle tavole che costruiva da solo, spesso senza neppure una muta addosso, nelle acque gelide della spiaggia che gli aveva dato riparo notturno. Poi si spostava secondo i venti, su e giù per la mitica Pacific Highway One alla perenne ricerca dell’onda più alta.

 La sua passione era totale, divorante (letale, verrebbe legittimo dire visto che Simmon annegò al largo di Windansea Beach a La Jolla, proprio vicino a San Diego), quasi un’ossessione. Se non stava facendo surf, pensava a come farlo: come migliorare la performance e il piacere ineguagliabile di scivolare sulle onde, per se e per gli altri. Applicando quello che aveva imparato all’università e un concetto che aveva scoperto in un libro d’ingegneria navale (l’idrodinamica, appunto, cominciò  costruire tavole che avevano  bordi curvi e pinne direzionali, dimensioni più contenute materiali nuovi (prima la balsa di legno e in seguito schiuma e fibra di vetro).

Le tavole Simmons crearono una vera rivoluzione e resero il surf un vero e proprio sport. Diventarono anche un oggetto pregiato da collezione e ora, a quanto pare, anche d’interesse artistico. "Non tutti sono d’accordo nel riconoscere a Simmons il “brevetto” della tavola moderna", commenta Richard Kenvin, abituèe delle acque di Windansea Beach dove Simmons cavalcò la sua ultima onda e Tom Wolfe ambientò i suoi racconti surf, The Pump House Gang. “Ci sono stati altri che hanno contribuito al progett finale, ma Simmons fu senz’altro un pioniere degli esperimenti. La tavola Simmons, col suo avanzatissimo design idrodinamico, ebbe lo stesso impatto di una nave spaziale”.
 

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