La Polinesia è sotto casa
Surf e crisi esistenziali per una commedia di fine estate.
Distribuito in 40 copie da Medusa, La Polinesia è sotto casa uscirà nelle sale il 27 agosto 2010.


IL FILM
La Polinesia è sotto casa
Regia: Saverio Smeriglio, Andrea Goroni
Anno: 2010
Attori: Gianluca D'Ercole, Giulia Bellucci, Alessia Raccichini, Alessandro Gimelli, Alessandro Tagliapietra, Andrea Toppi, Fabiana Baldinelli, Fabio Brunetti, Gilda Bartoccetti, Luca Talevi.
Prodotto:Italia.
Colonna sonora: The Dogma e Vote for Saki

La Polinesia è sotto casa - Trailer


Il punto di rottura
Così come le onde, anche la vita ha un suo "point break". Un punto di rottura oltre il quale le sicurezze e le responsabilità arrivano ad annientare ogni soddisfazione personale. È il punto raggiunto da Stefano, manager in una grande impresa di speculazioni edilizie, cui le ampie prospettive di benessere economico garantite dalla carriera e sostenute dall'ambiziosa fidanzata non bastano più a mantenere una serenità d'animo necessaria all'equilibrio degli affetti e della coscienza. Un equilibrio che Stefano cercherà invece negli amori giovanili delle tavole, della paraffina e della forza delle onde della riviera del Conero, vicino Ancona.
Strana storia quella della cultura surfistica in Italia: se già nel 1964 Catherine Spaak ne cantava l'impeto giovanile importato dagli Stati Uniti con "L'esercito del surf", in realtà la pratica di scivolare a livelli professionali fra i turbamenti del mare non ha mai conosciuto da noi il suo "mercoledì da leoni", limitandosi a crescere silenziosamente nelle nicchie di qualche spiaggia sparsa dal nord al sud delle coste. La Polinesia è sotto casa, diretto a quattro mani dallo scrittore Saverio Smeriglio e dall'illustratore Andrea Goroni (e tratto da un romanzo dello stesso Smeriglio), è un tentativo che si addentra nella scia delle commedie leggere di tarda estate con il progetto di ribaltare questa idea e di mostrare che non si tratti solo di un'infatuazione estiva o di una crisi di mezza età.

Come siete arrivati dalla carta alla pellicola?
Saverio Smeriglio: Entrambe le storie nascono dalla volontà di raccontare delle emozioni. Sia come romanzo che come film, La Polinesia è una storia che parla dell'amore per il mare e soprattutto per una zona costiera dove sono cresciuto. L'idea si può definire autobiografica nel senso che pratico e adoro il surf da diverso tempo e volevo dedicare una storia a questo sport. Poi il resto è stato frutto di una contaminazione di suggestioni con Andrea, dalla scrittura della sceneggiatura fino alla realizzazione di ogni singola scena. E molto importante è stato ovviamente il contributo di ogni singolo partecipante al film: ogni attore è stato scelto attraverso un lungo processo di casting effettuato con la compagnia del Teatro Stabile delle Marche perché per noi era importante lavorare con persone cresciute nei luoghi vicini ai nostri e che sapessero trasmettere l'atmosfera delle località raccontate dal film.
Andrea Goroni: Cinema e fumetto hanno un linguaggio molto simile: in entrambi si parla di piani o di campi. Tuttavia, ogni linguaggio ha le sue specificità, cui devi saperti adattare. Con Saverio ci incontravamo, decidevamo il piano d'azione e poi buttavo giù qualche storyboard. Il mestiere di regista era nuovo per entrambi, ma speriamo che assieme sia venuto fuori un buon lavoro.

Vi siete rapportati all'attuale situazione di precariato?
Saverio Smeriglio: No, nel film non volevamo prendere in considerazione la questione del precariato. Abbiamo esercitato uno sguardo ingenuo sulla realtà, lo sguardo di usa gli occhi solo per cercare sogni. Il tema del lavoro viene quindi affrontato aggirandolo rispetto al modo in cui se ne parla oggi: non una persona che cerca un lavoro, ma piuttosto qualcuno che non vuole vivere solo di esso. Un personaggio come Stefano vive anche la frustrazione di un lavoro che non è fonte di desiderio e di soddisfazione per lui. Ovviamente non è sbagliato lavorare, così come avere grandi ambizioni professionali, però nel guardare lontano dovremmo goderci il tragitto che ci porta ad ogni obiettivo.

Andrea Goroni:
Sia chiaro, non abbiamo cercato di fare un film contro chi lavora o contro chi ama lavorare, ma piuttosto una storia contro quelle convenzioni che ci obbligano ad affondare certi sogni e certi desideri.

Parlano gli attori
Gianluca D'Ercole: Per quanto non sia un surfista e non abbia imparato assolutamente niente di questo sport (se non che si rischia di affogare!) durante la lavorazione del film, ammetto di essermi trovato nella mia vita a una scelta simile a quella di Stefano. A un certo punto della mia vita, dovevo scegliere fra la medicina e il teatro e, dopo aver sostenuto quaranta esami in facoltà, ho scelto il teatro. Questa è la mia esperienza, ma ce ne sono moltissime attorno a noi altrettanto simili, esperienze che volevamo raccontare attraverso una storia universale.
Alessia Raccichini: Siamo stati contattati dal Teatro Stabile delle Marche per il casting con poche informazioni sulla produzione. Sapevamo solo che si trattava di un film indipendente, con un budget ridotto e per questo ammetto che ci siamo avvicinati con un po' di spocchia. Tuttavia, il confronto con gli autori e con una realtà che realizza e promuove il cinema ad Ancona da cinquant'anni, la Audax, ha portato a qualcosa di miracoloso: un'atmosfera carica di eccitazione e di valori propositivi.
Giulia Bellucci: Il mio è un ruolo un po' ingrato, ma ad un protagonista così leggero e sognatore, c'era bisogno di affiancare una personalità femminile forte che li tenessero coi piedi ben piantati sulla terra. In Nadine, la fidanzata di Stefano, c'è un aggancio fin troppo forte alla realtà, un brutto contraltare ai suoi sogni che tuttavia propone offre anche ragioni comprensibili e in parte condivisibili. Non è l'antipatica e basta, è un'antipatica con delle ragioni.
Giuditta Saltarini: Io conosco Saverio da tanti anni, ho letto il suo libro e mi è piaciuto moltissimo. Trasmette tutto il coraggio e le passioni di un ragazzo che decide di buttar via le comodità di una vita tranquilla per inseguire i suoi sogni. Nel film interpreto la madre di questo ragazzo e trovo sia molto importante che una madre sappia accettare e condividere un tale progetto: la vita è così difficile che è molto importante che i nostri figli trovano il modo di conoscerne anche il lato più sognatore, quello più piacevole. Storie come queste sono le storie di oggi, la vita delle persone di oggi. Anche i personaggi femminili sono due begli esempi di donne moderne. Oggi ci sono tanti uomini che hanno bisogno di donne forti come Nadine, magari con un po' più di dolcezza.

Come avete girato le scene di surf?
Andrea Goroni: Le varie scene di surf che vedete nel film purtroppo non sono state realizzate da noi in riviera, ma da una troupe specializzata a San Diego con macchinari adibiti all'utilizzo in acqua.
Saverio Smeriglio: È una troupe che abbiamo conosciuto durante un viaggio in California attraverso con un'associazione che si occupa della preservazione degli oceani, che ci ha messo a disposizione un'ottima equipe di watermen e di esperti operatori. Quella dei surfisti è una realtà che in Italia si è diffusa sostanzialmente solo negli ultimi anni, anche se è fin dagli anni Settanta che vari gruppi di persone lo praticano nelle coste della Toscana o della Liguria. Io ho cominciato dopo aver fatto un viaggio in California, ma la curiosità era nata già prima, da quando avevo scoperto queste comunità di appassionati che surfavano vicino ad Ancona anche d'inverno sotto la pioggia.

Si pratica molto surf nelle riviera marchigiana?

Saverio Smeriglio: Le Marche sono una terra meravigliosa che ha da offrire molto di più di quello che la gente conosce. Penso che sia un dovere della regione sostenere ogni forma audiovisiva che faccia promozione al territorio. Un territorio che è pieno di professionalità e ricco di tantissime cose. Il nostro intento era proprio quello di mostrarlo come una Polinesia sotto casa, un paradiso a portata di mano.
Andrea Goroni: La verità è che c'è questa ritrosia di base nella cultura marchigiana, un paradosso che esprime tutto il carattere tipico della nostra terra. Queste ricchezze straordinarie vorremmo che fossero conosciute da tutti, ma vorremmo anche che restassero solo per noi.

(Fonte MYmovies.it )



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