Il campione australiano, molto provato, racconta la brutta avventura vissuta in Sudafrica: "È stata di gran lunga la cosa più paurosa che mi sia mai capitata. Un trauma mentale che viene a onde. Ora devo tornare, anche se sarà dura"


"Ora sto bene, non ho un graffio su di me. Non capisco perché non mi abbia morso". Così Mick Fanning, il surfista australiano, tre volte campione del mondo di surf, attaccato da uno squalo bianco durante la finale della 7ª tappa della World surf league, a Jeffreys Bay, in Sudafrica. Fanning ha definito «un miracolo» l'essere sopravvissuto senza nemmeno graffio e si è detto felice di «essere qui a raccontare la storia». "È stata di gran lunga la cosa più paurosa che mi sia mai capitata", ha aggiunto, ammettendo "una specie di trauma mentale, che viene a onde. Nel nostro sport pensiamo sempre agli squali e sappiamo che siamo nel loro territorio", ha detto. "Sono animali selvatici, prendono le loro decisioni quando hanno fame".

"Sarei felice anche se non gareggiassi più", aveva detto ieri appena tornato a terra, ma oggi ha detto di voler tornare in lizza nella prossima tappa della World league, il mese prossimo a Tahiti. "Devo tornare. Sarà dura, ma bisogna affrontare queste cose a viso aperto". Un proposito messo in dubbio da altri sopravvissuti ad attacchi di squali e da psicologi sportivi, secondo cui l'impatto di una simile esperienza è indelebile. "Ero sopra di lui, il mio unico pensiero è stato difendermi mettendo tra me e lo squalo la mia tavola da surf. Non so se l'ho colpito forte o piano con i miei calci e pugni, non sapevo se lottare o scappare", ha detto il surfista in conferenza stampa, visibilmente provato, e affiancato dall'amico Julian Wilson, 26 anni, che era accorso in suo aiuto.

Le madri dei due atleti, che avevano visto l'attacco dal vivo in Tv, si sono dette sollevate ed estremamente grate di poter riabbracciare i propri figli «con tutti i loro pezzi». «Siamo amiche da molto tempo e questo cementerà un'amicizia molto, molto stretta», ha detto la madre di Fanning, Elizabeth Osborne, che descritto come «terrificante» la sua esperienza davanti allo schermo. «Ero assolutamente terrorizzata, Mi sono lanciata verso la tv quasi che potessi tirarlo fuori... per salvarlo», ha detto. «Non potevo credere a quello che vedevo. Pensavo l'avessimo perso».


Scegli la WebCam:
Scegli la localià:
seleziona la boa

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it.

I understand