Image Photo. Emiliano Mazzoni

Tra tutte le destinazioni che i ragazzi di SurfNews ci hanno proposto in questi ultimi anni, l'India e' sicuramente una delle più affascinanti, seconda nazione più popolosa del mondo dopo la Cina, con più di un miliardo di cittadini che parlano centinaia di lingue e con tutta la costa da esplorare&.

Il primo a metterci piede o forse e meglio dire tavola e' stato Emiliano Mazzoni nel 1999 da li in poi un susseguirsi di surfexploration con alcuni dei rider piu affermati della scena Italiana fino ad arrivare alla realizzazione di  NAMASKAR INDIA un DVD con allegato un libro fotografico.Noi di Surftotal siamo andati a disturbare i diretti interessati chiedendo di raccontarci le loro impressioni&

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Emiliano Mazzoni.....La prima volta che andai in India era il Gennaio del 1999. Quell anno, dopo una lunga stagione di lavoro decisi di tramutare tutti i soldi che avevo guadagnato al mare in voli aerei, biglietti del treno e del Bus, traghetti, ma soprattutto in onde. Non mi importava se sarei tornato a casa senza un soldo, l importante era stare via il più possibile e prendere tutte le onde che potevo, al resto ci avrei pensato poi. ImageDopo innumerevoli viaggi nello Sri Lanka, l India sembrava una tappa scontata, osservando l esposizione della costa e le carte batimetriche, anche un bambino si sarebbe accorto del potenziale che nascondeva. L anno prima poi, l articolo di Sam George sulle Isole Andamane, uscito su SURFER Mag con le foto di John Callahan, sconvolse letteralmente ogni mio paradigma. Decisi in quel momento che nella mia vita non avrei mai più seguito le tradizionali ed inflazionate rotte surf.  Il fatto che non potessi permettermi di viaggiare in luoghi costosi come Hawaii, USA, Australia ecc., coincideva perfettamente con le mie aspirazioni ed i miei interessi ed in qualche modo influenzò in maniera decisiva e positiva tutto il percorso che avrei seguito successivamente.

Durante quel primo viaggio esplorai  assieme alla mia ragazza gran parte della costa occidentale movendomi solamente con mezzi pubblici. non solo a causa del mio limitatissimo budget ma soprattutto perché sapevo che quello è il modo migliore per conoscere veramente un luogo ed i suoi abitanti. Portavo con me un vecchia Nikon FG corredata da un vecchio 35mm Nikon e da un antico Tokina 100-300mm entrambi a fuoco manuale e per nulla luminosi. La moltitudine di soggetti colpì immediatamente il mio interesse e nonostante la mia umile attrezzatura mi abituai a tirar fuori la macchina sempre più spesso documentando così il viaggio. Ad un certo punto, dopo aver surfato vari spot della costa ovest, decisi di volare a Port Blair, nelle Isole Andamane e seguire le tracce di Callahan che ancor non conoscevo personalmente e dal quale non potevo attingere informazioni.

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Purtroppo la totale mancanza di swell e l impossibilità di ottenere i permessi per raggiungere le isole più esposte, che Callahan aveva raggiunto in barca dalla Tailandia, non mi diede modo di surfare le onde di Kumari Point e Jarawa Point, che avevo visto sulle pagine di SURFER.

ImageDopo quel viaggio, ritornai in India solo nel Settembre del 2002 quando Stuart Butler, che avevo conosciuto l anno prima in Sicilia, mi chiese se di aiutrlo ad organizzare una spedizione nella costa est indiana che durante il primo viaggio avevo del tutto snobbato. L idea di ritornare mi stimolò alquanto e chiamai immediatamente Ale Maddaleni per chiedergli di unirsi alla spedizione. Gli spiegai l entità del rischio piatta ma Ale non esitò un istante: considerami parte della crew indipendentemente dagli sponsor mi disse se non troveremo onde troveremo qualcos altro di interessante se invece le troveremo saremo soltanto noi a surfarle . Pochi giorni dopo ebbi la conferma anche da Emi Cataldi che al momento si trovava in Portogallo. Emi si occupò della logistica ed il suo supporto morale fu di estrema importanza. Quel viaggio fù un punto di svolta per me e per SurfNews, il materiale prodotto fece il giro del mondo, l articolo (SurfNews n.36) venne pubblicato su una decina di testate ed in qualche modo diede impulso ad una serie di spedizioni verso altre coste, più remote, della Baia del Bengala.

Ritornai in India altre tre volte senza neanche portare la macchina fotografica. Nel 2005 poi, durante un viaggio in Marocco, Giacomo Zanni (marketing manager Carhartt e Globe), mi propose di ritornare da quelle parti con lo scopo di produrre un libro fotografico ed un Dvd. Il progetto NAMASKàR INDIA prese finalmente forma nel settembre 2006 e fu una sorta di esperimento sul campo. Anche questa volta la risposta dei rider è stata immediata. Francesco Palattella ed Alessandro Maddaleni, con i quali abbiamo viaggiato molto negli ultimi anni, sono stati entusiasti di partecipare visto il bottino di onde e foto dei trip precedenti. Al di la del surf, l idea del libro era quella di documentare il viaggio dandogli una connotazione realistica, fuori dagli stereotipi surfistici classici. Fare foto di surf e skate è un ottima scusa per documentare la vita per le strade e sulle spiagge dell India. Le surfate di Alessandro e Francesco, i trick di Giuliano Ariati sono solo il filo conduttore del progetto, i veri protagonisti sono le persone di strada ed i paesaggi incontrati lungo il viaggio.

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È per dare questo tono realista che, nel DVD, abbiamo utilizato solamente attrezzatura amatoriale compresa una cinepresa super 8 del 1972. Per quanto riguarda il libro, invece, ci siamo affidati esclusivamente a materiale fotosensibile, in particolare Velvia 50 per quanto riguarda le diapositive, Ektachrome 100 Plus per i cross processing e Tri-X per i bianco e neri. La grana percepibile della pellicola, in particolar modo quella della Tri-X esposta a 800 Asa, si è rivelata perfetta per gli scenari urbani mentre la Velvia 50 esposta a 100 Asa è stata utile per fotografare onde e natura.

Alessandro Maddaleni....E' la seconda volta che vado in india non posso dire di conoscerla e' gigante,la realtà e' che conosco me stesso quindi non dovevo trovarmi,o ritrovarmi,solo che questa volta sono arrivato e di li a poco sarebbe nata mia figlia "gayla"avevo mille pensieri tante preoccupazioni...

Imagepoi quando ti guardi intorno vedi tanti bambini che dopo tutto...(lavoro elemosina vita in strada poco cibo) riescono a trovare un sorriso mentre ti guardano surfare, ogni wipe out gridano, corrono a salutarti mentre arrivi in spiaggia, ti tranquillizzi e pensi che alla fine basta poco per dare felicita, che dopo tutto perche' avere brutti pensieri, vanno avanti loro con mille problemi perche' noi no?

Ci sono ancora tanti posti in india da vedere ci sono ancora tanti spot da scoprire ci sono ancora tanti bambini da aiutare tanti bambini da far sorridere.

Emiliano Cataldi....Prima che Emi Mazzoni mi chiedesse di prendere parte ad un surf trip in India, non avevo mai pensato a questo paese come una destinazione per un surf trip. Era la fine di agosto del 2002, e quando ricevetti l email di Emi mi trovavo in Portogallo per disputare l ultima tappa del circuito EPSA che avevo seguito anche in Francia ed in Spagna. ImageCome spesso capita, le onde non erano state all altezza delle aspettative durante l intera stagione di gare, e dopo due mesi il mio budget era praticamente agli sgoccioli ed il morale non esattamente alle stelle.

In quel momento la proposta di Emi portò una ventata di novità alla quale non avrei rinunciato per nulla al mondo. L esperienza del wqs era stata sicuramente divertente e per certi versi indimenticabile, ma era arrivato il momento di voltare pagina: Emi era motivato e sicuro della riuscita del trip ed anche Alessandro aveva già confermato il suo interesse, così con un pizzico d incoscienza confermai la mia presenza anche se ancora non sapevo come avrei finanziato il viaggio né come sarei tornato a Roma in tempo per ottenere il visto e partire i primi di settembre&morale della favola, in tre giorni ero tornato a Roma, avevo strappato al nostro sponsor di allora un extra budget per me ed Ale, avevo acquistato i biglietti ed ottenuto il visto a tempo di record.

ImageCon un approccio del tipo o la va, o la spacca avevo messo in gioco la nostra credibilità, gli amici, la famiglia e gli affetti senza avere la più pallida idea di che cosa saremmo andati incontro&ed è proprio a questo punto che le cose iniziarono a farsi interessanti.

Tutto quello che avrei potuto desiderare (ed anche di più!) si era materializzato come per magia: una guest house a due passi dalla spiaggia in un villaggio tranquillo abitato da persone semplici e cordiali, dell ottimo cibo che avrebbe cambiato le mie preferenze alimentari da allora in poi e, soprattutto, un onda perfetta tutta per noi alla fine della spiaggia.

Senza neanche saperlo, in queste semplici cose avevo trovato il mio piccolo nirvana. Nel giro di una settimana ero stato catapultato in un altra dimensione, non solo spaziale ma anche e soprattutto mentale. Prima di allora non avevo mai prestato troppa attenzione al lato spirituale della mia personalità, ma la situazione in cui mi trovavo e più di ogni altra cosa le persone con le quali stavo condividendo quelle esperienze avrebbero influenzato il mio modo di pensare e di comportarmi da allora in poi.

Il fatto poi che quelle onde perfette frangessero di fronte ad un magnifico tempio e che la particolare conformazione della costa fosse dovuta alla massicciata posta a protezione del tempio stesso conferiva allo spot un aria decisamente mistica.

ImageMi guardavo attorno con la consapevolezza che il surf era la ragione che mi aveva portato fino a lì, e grazie ad esso stavo vivendo delle esperienze e vedendo dei luoghi che altrimenti non avrei mai vissuto. In un certo senso, il viaggio in India cambiò il corso degli eventi: allora capii che viaggiare con lo spirito mostratomi dalle persone che avevo vicino, Emi ed Ale, era quello che avrei voluto fare per il resto della mia vita, e che con il dovuto impegno sarebbe stato possibile farlo.

Il successo editoriale del trip, grazie alle splendide immagine scattate da Emi, fece il resto: la nostra era stata la prima spedizione di surf exploration mai fatta in India, e l articolo che seguì fu pubblicato sulle riviste di mezzo mondo dall Australia all Inghilterra, dagli Stati Uniti al Giappone ed ovviamente in Italia con uno degli articoli più belli mai pubblicato su SurfNews.

Francesco Palatela...Quando parti per un viaggio in cerca di onde verso una meta non pubblicizzata o quasi sconosciuta dalle riviste e dai siti surf  lo fai anche per conoscere posti  culture e persone diverse.A piu' di un anno di distanza dopo altri  viaggi  i ricordi si confondono e solo i quelli piu' forti rimangono.


ImageLa sera esausti dalle ore di surf chiacchieravamo tra un boccone e l'altro sulle stranezze di questa antica cultura, su valori che ci sembravano nobili e su altri che non non ci spiegavamo. Compresi  che ci sono profonde  differenze culturali con l'occidente ,ma che queste non erano di alcun intralcio alla mia voglia di comunicare con la gente del posto.


 

 

Ancora una volta mi resi conto che le "barriere" tra i popoli spesso non sono reali e  vengono erette da chi ha interesse a farlo. Ricordo i colori delle splendide vesti delle donne la cura nell'aspetto e nel muoversi che avevano (non ostante la loro poco felice condizione sociale), i pescatori n particolare ne ricordo uno ,legato alla sua barca e alla sua rete che veniva ribaltato ogni volta dalle onde.Paziente risaliva  a bordo recuperava la rete  e il remo e si preparava a fronteggiare un altra serie.


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Ricordo anche pareti destre lunghe  200 metri , grossi set che mi spazzavano via,tubi profondi in acque verdi ,session impegnative e session rilassate ,abbondanza di onde per tutti , la felicità di dividerle  tra vecchi e nuovi amici e di sentirsi legati nel farlo.

 

 

 

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Visionabile in tutti i Carhartt store d Europa


Libro: 96 pp, stampato su carta Garda 140gr patinata
Dvd:
18 minuti, super8 e digitale.
Musica: Maestro Rabindra Narayam Goswami
Info: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.


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