La trovata di una Ong cristiana americana.
Lo sport diventa strumento efficace per instaurare un dialogo con i civili nordcoreani


Metti una mattina d'estate a fare surf. Nulla di strano per molti giovani australiani. Ma se a farlo sono ragazzi e ragazze di Pyongyang e se la spiaggia è quella di una ridente località nordcoreana, il senso è ben diverso. Lo hanno pensato, con una brillante trovata , i responsabili di una associazione cristiana americana chiamata “Love North Korea Ministry”, che suona come “Servizio d’amore alla Nord Corea”. L’Ong, che ha sedi negli States e in Corea del Sud, ha presentato alle autorità un progetto che, sorprendentemente, è stato approvato e realizzato: tenere un campo di addestramento al surf per i giovani nordcoreani. Il tutto con la benedizione e l’appoggio organizzativo dell'Ufficio del turismo della Corea del Nord che, date condizioni ambientali particolarmente favorevoli, si sta imponendo sulla scena internazionale  come un paradiso per i surfisti.

L’obiettivo del campo, hanno spiegato gli organizzatori, era “utilizzare il surf come un ponte per costruire buone relazioni con la popolazione locale attraverso il dialogo, la comprensione e l'amicizia”. Un'operazione culturale, dunque, per superare la cortina di bambù, in un paese che ha fatto dell’isolamento la cifra della sua identità.

Sta di fatto che alcuni membri dell’Ong cristiana, appassionati di surf, nel 2012 avevano compiuto un viaggio nel paese: da qui l’idea di organizzare un seminario di training per i giovani locali. Ottenuto il permesso, la risposta è stata entusiastica: l’atteggiamento dei funzionari civili estremamente collaborativo, l’esperienza sulle onde segnata dal divertimento che accomuna giovani di tutte le latitudini: tutti validi motivi per ripetere l’esperimento. Secondo Gabe Segoine, direttore dell’Ong, “lo sport può diventare uno strumento agile ed efficace per fare breccia e instaurare un dialogo con i nordcoreani”.

A conferma di questo trend, proprio in questi giorni, infatti, diverse squadre sportive di Pyongyang hanno varcato la frontiera verso il Sud e stanno partecipando agli Asian Youth Games, i Giochi giovanili asiatici, esperienza all’insegna dello scambio e dell'amicizia tra universitari di tante nazioni del continente.

fonte: La Stampa


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