Squali bianchi in Sardegna
aprile 2012 - Benedetto Cristo biologo marino con la passione per la politica. È presidente della commissione ambiente in Comune a Olbia, eletto nelle file dell’Upc, negli anni è diventato una star tra gli studiosi di ecosistemi.

Il golfo di Olbia è un po’ il suo ufficio, il suo giardino. Conosce ogni metro sopra e sotto il pelo dell’acqua. Ma la sua dote di incantatore di pescecani l’aveva tenuta nascosta. Mostra il piccolo squalo e quasi lo accarezza. «Ma no, questo è innocuo, intontito – racconta –. È una verdesca. Certo se morde fa male, ma se sai come comportarti non accade nulla». Con naturalezza racconta il suo rapporto con i re dei predatori marini. «Tutta cattiva pubblicità – dice –. È colpa dei film. Si deve avere grande rispetto degli squali, i contatti con loro sono rari per chi fa il bagno vicino alla riva. Gli squali in Sardegna ci sono sempre stati, ma vivono a largo e a grandi profondità. Nelle mie 4500 immersioni in tutto il mondo, mi è capitato di avere incontri ravvicinati con squali di diverso tipo. Ne sono sempre rimasto affascinato».

E come sempre passa dalla pratica alla teoria e subito sceglie di stupire. «Beh è chiaro che quando ti capita di trovarti davanti a uno squalo bianco le cose cambiano – spiega –, perché pochi forse lo sanno, ma gli squali bianchi ci sono anche in Sardegna. Non è facile incrociarli, l’ultimo avvistamento risale più o meno a 10 anni fa, ma ci sono testimonianze della loro presenza. Più volte sono stati catturati in modo involontario nelle tonnare. Esistono anche foto. Con altri ricercatori nel 2006 ho pubblicato il primo studio scientifico sugli squali bianchi in Sardegna. E non è impossibile incrociarli ancora oggi». Le foto riescono a convincere anche i più scettici. E Cristo mostra lo studio scientifico fatto in collaborazione con altri ricercatori universitari.

La ricerca mette in evidenza la presenza degli squali bianchi in Sardegna. «I primi dati li abbiamo con due catture anteriori al 1900. Ma negli ultimi 35 anni gli avvistamenti si sono moltiplicati. E ci sono 13 casi di cattura di squalo bianco recenti. Dagli anni Settanta in poi – continua Cristo –. Esemplari che vanno dai 2 ai 6 metri. Ma ci sono anche testimonianze indirette. Come il ritrovamento delle mascelle di squali nelle coste della Sardegna. Molto spesso gli avvistamenti e le catture sono legati alla attività delle tonnare. In più di un caso gli squali bianchi sono rimasti intrappolati nelle reti. Sono stati catturati esemplari a Santa Teresa, nella zona di Capo Testa. A Santa Caterina di Pittinuri, all’isola Piana, a Sant’Antioco, Stintino e nell’isola di San Pietro. L’ultimo avvistamento è avvenuto a Torre delle Stelle nel 2001. E questo non perché gli squali bianchi siano scomparsi, ma perché il monitoraggio è stato interrotto».

Cristo non esclude che gli squali bianchi siano ancora presenti in Sardegna. «Certo che ci sono – spiega –, siamo noi che per mancanza di fondi abbiamo interrotto le ricerche. Ma non sono gli unici. Esistono decine di specie di squalo. Molti di loro hanno anche un nome in sardo. Segno che i pescatori spesso li incrociavano e avevano imparato a riconoscerli».

E Cristo con la serietà del ricercatore mostra lo studio in cui sono elencate tutte le catture degli squali bianchi nell’isola. Le foto nello stesso tempo danno scientificità, e smontano la naturale incredulità di chi ascolta. Difficile pensare che qualche squalo bianco in cerca di uno spuntino si avvicini sulle spiagge affollate di turisti in estate. Ma per Cristo non ci sono dubbi, gli squali sguazzano ancora felici per i mari dell’isola.

Fonte: La Nuova Sardegna 

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