Hanno ripreso a "surfare" con tavole adattate, progettate da loro e per loro. E poi hanno inventato la tavola motorizzata


16-08-2014 - Ci sono passioni in grado di sopravvivere a ogni avversità, a ogni ostacolo. E ci sono persone che non sono disposte a fermarsi, a mettere da parte ciò che le rende felici, nemmeno se un incidente toglie loro l'uso delle gambe o delle braccia. Quando c'è la voglia di ripartire c'è tutto. Lo dimostra l'esperienza di tre ragazzi che condividono l'amore per il surf e che hanno deciso di non farsi bloccare dalla disabilità, la cui storia è raccontata sul numero di luglio 2014 della rivista Superabile Magazine edita dall'Inail. Massimiliano Mattei, Martino Serravalli e Lorenzo Bini volevano tornare a tutti i costi in acqua a surfare. All'inizio, come spesso avviene per ogni sfida, sono andati avanti per tentativi, provando e riprovando, sperimentando e adattando. E alla fine sulle onde ci sono tornati davvero. Ma non si sono accontentati, perché quelle tavole costruite e inventate da loro non garantivano ancora il massimo risultato possibile. E allora bisognava ricominciare a tentare, a provare, a studiare. Finché non è arrivata l'evoluzione: la tavola da surf motorizzata che verrà presentata ufficialmente per consentire a tutti, ma proprio a tutti, di surfare in piena autonomia.

Ma torniamo all'inizio. A quell'incidente che ha fatto perdere a Massimiliano l'uso delle gambe. "Amo il mare da sempre e pratico il surf da quando ero ragazzo - racconta -. Dopo l'incidente il mio grande desiderio era di tornare a surfare. Così mi sono costruito da solo la prima tavola, applicando pezzi di polistirolo per sostenermi e tenere ferme le gambe e due maniglie dove potermi aggrappare". Quindi, subito in acqua a provare il prototipo. "La prima sensazione è stata di leggerezza e libertà. Tornare a sentire il mare, il suo sapore, condividere le stesse onde e la stessa adrenalina con i miei compagni, ero nato di nuovo". Massimiliano usa poche parole per descrivere la sua passione: "Il surf è libertà, gioia di vivere, è vita". La tavola progettata da Massimiliano si chiama "Re-able" ed è già un primo successo. "Sono tavole disegnate apposta per noi con le maniglie per consentire a chi ha l'uso delle braccia di reggersi - continua -. Poiché ho una lesione abbastanza alta, la mia è dotata anche di un'alzata del petto che mi consente di vedere bene. Sono concave, per contenere le gambe grazie anche alla predisposizione di due pinne laterali". Nel caso di Martino, tetraplegico, il surf viene praticato grazie a un accompagnatore che lo porta fino al picco dell'onda per poi spingerlo. Una volta cavalcata l'onda viene riportato a un nuovo picco.

Massimiliano e Lorenzo hanno avuto la possibilità, lo scorso dicembre, di cavalcare le onde di Fuerteventura grazie alla Shock wave surf school. "Per noi è stato il primo approccio con persone disabili - fanno sapere dalla scuola -. All'inizio c'è stata un po' di titubanza, che poi è svanita grazie alla voglia di riuscire. Massimiliano e Lorenzo ci hanno guidato con la loro energia positiva e il loro entusiasmo". Per quanto tutto questo fosse già una conquista, i ragazzi hanno deciso che non era abbastanza. "Ho cercato in Internet qualcuno che potesse aiutarci e ho scoperto Life Rolls On e la tavola Wave Jet, appositamente adattata per le esigenze delle persone disabili perché dotata di un motore elettrico che garantisce la giusta propulsione. Con Martino e Lorenzo ci siamo sentiti ancora più motivati per rendere questo strumento accessibile anche in Italia", riferisce Massimiliano. Così la loro associazione - la Sport insieme Livorno - ha stretto una collaborazione con la TwinsBros surfboards, che ha permesso di sviluppare i primi prototipi della Re-able 2.0. È stato necessario un intero anno di test in acqua aiutati dalle scuole Logical surf e Centro windsurf Tre Ponti, oltre a varie modifiche per ottenere un prodotto soddisfacente.

"Apparentemente sembra una normale tavola da surf - avverte Massimiliano -, ma all'interno ha un sistema a motore, montato sulla base inferiore, che garantisce un'andatura fino a 19.3 chilometri orari, una velocità sufficiente per surfare". Il controllo del motore elettrico è garantito da un dispositivo wireless al polso del surfista, che può così gestire liberamente la velocità. Nel caso di tetraplegia potrà essere comandato con i denti. Massimiliano non nasconde l'entusiasmo per il traguardo raggiunto: "Il nostro è l'unico progetto a livello nazionale e siamo solo all'inizio. La tavola servirà a far praticare surf a persone disabili, ma anche a far tornare in acqua gli anziani". Nel frattempo continua l'attività di avvicinamento a questa disciplina sportiva grazie a incontri annuali in diverse spiagge della Penisola: "Abbiamo già sperimentato l'utilizzo della tavola anche per avvicinare al mare ragazzi affetti da autismo o altri disagi mentali o psicologici, ampliando il significato di surf a concreto sostegno terapeutico".


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