Patrick e Salvador Stilwell, gli organizzatori di Surf Out Portugal: “Abbiamo attirato il surfista comune, adesso bisogna capire come attrarre investimenti stranieri per fare delle onde un business anche industriale”.

Il Portogallo vuole cavalcare l’onda del surf. Salito alla ribalta per essere una delle capitali mondiali delle onde giganti (avete presenti le montagne d’acqua di Nazarè?) il Paese sta investendo attenzione e denari in quello che rappresenta ora per il governo un flusso turistico da incrementare. Le cifre gli danno ragione. E si moltiplicano le iniziative. 

 

 

 

I numeri 
Il Portogallo è la terza destinazione nel mondo dopo Hawaii e Bali, e la prima in Europa, nelle ricerche su Google legate al surf. E’ anche tra i topic più ricercati, il sesto tra il 2012 e il 2017, sempre su Google, in relazione al surf. 

 

Quanto vale il surf in Portogallo? Secondo la National Association of Surfers nel 2012 valeva 400 milioni di euro, ma è chiaro che nel frattempo la cifra è aumentata. La stessa associazione stima in migliaia il numero di turisti attratti dalle onde portoghesi, in circa 600 le scuole di surf e 29 tour specializzati in Europa al 70% orientati sul Portogallo. 

 

 

Gli stati generali 
A settembre si è tenuto a Estoril, nel comune di Cascais, Surf Out Portugal, una sorta di stati generali del mondo del surf portoghese, che ha registrato oltre 3 mila visitatori e che ha riunito una cinquantina di marchi e diversi speaker. Un evento diviso in due aree, una più commerciale e l’altra aperta alla discussione su come consolidare l’appeal del Portogallo nel mondo del surf e fare dello stesso Paese un hub globale dell’onda, attirando turisti, industrie, operatori, personalità. Tenendo anche presente che è notizia non ancora confermata, ma pare assicurata che la World Surf League Europa prenderà sede proprio a Lisbona.

Perchè il Portogallo può diventare una piattaforma globale del surf, a parte le onde...?  

 

Patrick: “Il motivo principale è sicuramente il mare e la nostra posizione geografica. A differenza di molti altri paesi del surf del mondo, come le Hawaii, abbiamo buone onde tutto l’anno. Il che significa che lo sport non deve essere stagionale. E poi le migliori condizioni di onde ci sono durante i mesi più freddi e non durante l’estate, un fattore che può funzionare a nostro favore”. 

 

 

 

Che storia ha il surf in Portogallo? 
“E’ diventato più popolare soprattutto durante gli Anni ‘60 e ‘70. Dopo la prima generazione, che ha visto il surf come un semplice hobby, c’è stata una professionalizzazione di questo sport. Una evoluzione di cui adesso stiamo godendo e che offre tutte le condizioni per compiere ulteriori passi avanti. Abbiamo diversi surfisti portoghesi nei principali circuiti di competizioni del mondo che hanno dato grande visibilità al Paese. E poi, c’è Turismo de Portugal che ha anche investito nel settore come elemento strategico, al fine di capitalizzare le nostre condizioni naturali. Questa agenzia governativa ha portato in Portogallo eventi di livello mondiale (alcuni tra i migliori al mondo) come il WCT di Peniche, la Triple Crown, i campionati di qualificazione e Nazaré, che è diventato il palcoscenico del campionato di onde giganti. Tutti questi fattori hanno contribuito a un exploit del surf, che ha comportato un numero sempre maggiore di aziende e di surfer coinvolti”.

L’aiuto del governo? 
“Fondamentale. Il nostro paese è sempre più pronto a contribuire alla crescita degli affari. Disponiamo di progetti governativi e privati ​​con soluzioni e strumenti straordinari per lo sviluppo di attività nazionali e internazionali. Turismo de Portugal, entità che integra il Ministero dell’Economia e l’Autorità ufficiale del turismo nazionale, che ha il compito di promuovere il nostro paese e attirare persone da tutto il mondo, da tempo investe nel settore. Considerando che nel 2012, l’Associazione nazionale dei surfisti ha dichiarato che l’impatto del surf in Portogallo è stato di 400 milioni di euro, il governo riconosce il suo valore e vuole fare il massimo per capitalizzarlo. Ecco perché hanno fatto sforzi per portare tanti campionati del mondo in Portogallo, e creato altri da zero. Nel 2018, hanno investito circa un milione di euro sulle onde”. 

 

 

Come si può consolidare e incrementare l’idea del Portogallo hub del surf a livello locale, europeo e globale? 
Salvador: “Be’, il fatto che la World Surf League si trasferisca come quartiere generale europeo a Lisbona è un grande colpo, anche mediatico. Così come l’evento promosso da Turismo del Porugal a New York, dove il video del record dell’onda più alta mai cavalcata è stato trasmesso sugli schermi giganti di Time Square. Sono spinte notevoli, ora bisogna continuare”. 

 

 

E sotto il profilo imprenditoriale? 
Patrick: “Ecco, appunto. Noi pensiamo che gli sforzi notevoli fatti finora siano serviti per attirare in Portogallo il surfista comune. Adesso, bisogna alzare l’asticella e concentrarsi su come attirare investimenti stranieri per l’industria stessa e come fare del Portogallo una destinazione per il business del surf”.

Link: http://www.surfoutportugal.pt/

Fonte: La Stampa


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