Editor's Letter.

Dal 3 al 6 febbraio 2019, più di 2.800 espositori si riuniranno a Monaco di Baviera per presentare le loro ultime novità nel settore degli sport invernali e urbani, outdoor e fitness. Saranno quattro giornate ricche di spunti, contatti e confronti. Digital e wearables, influencers e social media, yoga e arrampicata. Saranno queste le tendenze e gli aspetti salienti di Ispo Münich 2019, la più grande fiera sportiva al mondo.

Il nuovo Indoor Climbing Hub, nel padiglione A3, riunirà i vari players per discutere gli sviluppi di una disciplina dal crescente interesse, sottolineata da un mercato in costante sviluppo che guarda alle opportunità e alle sfide del nuovo format olimpico. Ampio spazio anche per gli appassionati di crossfit, urban running, functional training e yoga. Non solo workshops, stage e dimostrazioni, ma anche importanti novità dal mondo dell’abbigliamento; un mercato che solo per lo yoga è in aumento di oltre il 6% l'anno. 

Ma il trend più importante si riconferma quello della sostenibilità. Negli ultimi anni le scelte di acquisto dei consumatori si sono sempre più orientate alla ricerca di soluzioni trasparenti. Origine dei materiali, impatto sulla salute, responsabilità ambientale e sociale dell’azienda sono solo alcuni degli aspetti che il consumatore cerca nei prodotti. Una tendenza che negli ultimi anni ha abbracciato campi molto diversi tra loro, dall’abbigliamento agli accessori, passando per la cosmesi, fino all’interior design, ed ha coinvolto l'industria sportiva e outdoor in maniera sempre più importante. Molti marchi sono già consapevoli delle proprie responsabilità e hanno incorporato un processo di produzione sostenibile nel loro business, dimostrando il proprio impegno ambientale e sociale, anche attraverso il coinvolgimento di dipendenti e comunità locali. Una riflessione che parte dalla filiera produttiva: filatori, tessitori, tintori, ma anche allevatori, agricoltori e industria chimica. Tutti elementi di una macchina globale che impatta sia sulla vita di singole comunità, che sull’intero ecosistema. Pelli, gomma, tessuti, canapa, cotone biologico, carta riciclata, fibre organiche, lino, seta, lana, juta e bambù. A parlare degli sviluppi e importanza di questo argomento ci saranno rappresentanti come Jon Cocino di 1% for the Planet, Jeremy Jones di Protect our Winters e Rainer Uhl di Surfrider Foundation.

Viviamo in un’epoca in cui il rapporto tra impresa e consumatore è cambiato. Scenari e tendenze di mercato mettono sempre più in evidenza la necessità di sviluppare prodotti ad elevato contenuto socio-ambientale. La fiducia del consumatore va conquistata, non ingannata.

Guarda The Pill Magazine 31


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