La Capitaneria intensifica i controlli, gestori in rivolta: parte la raccolta di firme

19-06-2018 - Guerra alle scuole di surf non in regola. Il nuovo comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Calvelli vuole infatti mettere sotto controllo queste attività, sempre più diffuse e in qualche caso improvvisate. Dopo alcune segnalazioni degli scorsi giorni, i marinai della Guardia Costiera hanno iniziato i controlli, ed è quindi iniziata la rivolta dell’esercito del surf, con il tam tam su Facebook e una raccolta di firme. Alcune scuole hanno quindi temporaneamente sospeso l’attività. «Negli anni passati nessuno si era mai posto il problema – spiega Calvelli – ma ci sono ediventi problemi di sicurezza per la balneazione. Gli spazi per l’insegnamento del surf devono essere nettamente separati, e l’attività va svolta nei momenti di scarsa affluenza dei bagnanti. A breve aggiorneremo l’ordinanza in materia (la 71 del 2015, ndr) e se il fenomeno è così diffuso, andrà regolamentato».

Ieri sono inziati controlli ad hoc su eventuali scuole abusive, che si intensificheranno nei prossimi giorni in tutti i bagni. «Ad oggi, ci risultano soltanto un’istanza del Comune di Viareggio e due di Forte dei Marmi, di cui due addirittura per fare scuola di surf tutti i giorni dalle 8 alle 19 su tutto lo specchio d’acqua in concessione. Se è così, vieteremo la balneazione, perché le due attività sono in evidente conflitto. E si necessita quindi di un’inversione del titolo della licenza. Non è comunque compito della Capitaneria autorizzare le scuole di surf, ma bensì delle amministrazioni comunali. A a noi interessa che la balneazione sia tutelata entro i 300 metri dalla spiaggia, il resto delle attività sono eccezioni. Siamo disponibili ad aiutare i comuni nelle autorizzazioni, con tutte le prescrizioni del caso: separazione degli specchi d’acqua, orari, assicurazioni, giubbotti di salvataggio, così da poter esercitare l’attività nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza».

Oggi la Capitaneria contatterà i 4 comuni rivieraschi per chiarire la questione: si vuol fare luce anche sull’aspetto fiscale, ossia se si tratta di scuole o associazioni senza scopo di lucro.I surfisti hanno già l’onda di traverso. Qua ci sono centinaia di appassionati. Da quando negli anni ’70 Michele Dini e Francesco Farina, vedendo un film dove si cavalcavano le onde, si costruirono una tavola e decisero di iniziare a surfare, dando inizio al movimento della Costa Ovest, la nostra riviera. Che annovera anche campioni nazionali ed internazionali.

Fonte: La Nazione


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